Novara passa in semifinale al termine di una battaglia di nervi al Pala Gianni Asti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il derby piemontese, che opponeva la quarta alla quinta forza della regular season, ha mantenuto tutte le sue promesse regalando una gara 2 dai risvolti drammatici, conclusasi solo al tie-break con il punteggio di 16-18 in favore dell’Igor Gorgonzola Novara. La Reale Mutua Fenera Chieri ’76, trascinata dai 49 punti complessivi della coppia offensiva composta da Nemeth e Nervini e forte di un muro che ha funzionato a tratti con 9 muri-punto, ha venduto cara la pelle davanti al pubblico amico, dimostrando un carattere e un orgoglio che nella gara d’andata al PalaIgor erano sembrati mancare. La formazione di casa, dopo aver perso il primo set, è riuscita a ribaltare la situazione aggiudicandosi il secondo e il terzo parziale, facendo pensare a una possibile e meritata gara 3, ma dall’altra parte della rete c’era una squadra, quella di Bernardi, abituata a non mollare la presa.

L’avvio del match aveva visto Novara imporre il proprio ritmo, aggiudicandosi un primo set piuttosto agevole sul 20-25, ma nel secondo parziale le padrone di casa hanno alzato il livello della correlazione muro-difesa, mettendo in difficoltà la battuta avversaria e trovando in Nervini la soluzione ideale per scardinare il sistema difensivo novarese. Il parziale di 25-22 ha riaperto i giochi e galvanizzato Chieri, che nel terzo set ha piazzato l’allungo decisivo approfittando di un calo di concentrazione delle ospiti, le quali hanno concesso troppo alle avversarie, permettendo loro di chiudere sul 25-21 e di portarsi avanti per 2. È in quel momento che la partita sembrava poter scivolare via dalle mani di Novara, ma coach Bernardi ha operato degli inserimenti decisivi, gettando nella mischia Herbots e Baijens, le quali hanno cambiato volto alla squadra.

La svolta del match è arrivata nel quarto set, quando la Igor, con un parziale netto e autoritario di 18-25, ha rimesso le cose a posto e trascinato la contesa al tie-break, dimostrando una profondità di roster e una lucidità mentale che alla lunga hanno fatto la differenza. Nel quinto set, poi, si è assistito a un autentico thriller sportivo: Novara è partita fortissimo, volando sul 6-1 e dando l’impressione di poter chiudere i conti in fretta, ma Chieri, con il cuore e la grinta di chi non vuole arrendersi, ha operato una rimonta pazzesca arrivando addirittura a sorpassare sull’11-10, complice anche qualche errore di troppo delle avversarie. Lo scambio di colpi di scena è proseguito punto a punto, con le due squadre che si sono annullate a vicenda fino al 14-14, quando un muro di Bonifacio ha regalato il primo match point a Novara, annullato però dalle locali. Alla fine, a decidere le sorti dell’incontro è stata la maggiore freddezza nei momenti caldi delle ragazze di Bernardi, che hanno chiuso sul 16-18 grazie a un errore in attacco di Kunzler, scatenando la gioia del manipolo di tifosi ospiti presenti sugli spalti.

Per Chieri, nonostante l’amarezza per l’eliminazione, resta la consapevolezza di aver disputato una grande prestazione, lottando alla pari contro una delle corazzate del campionato e dimostrando che il divario, sulla carta, è meno ampio di quanto si potesse pensare. La squadra di coach Negro, ora, dovrà concentrare le proprie energie sui prossimi impegni, che la vedranno protagonista in Coppa Cev e nei playoff di Challenge, obiettivi tutt’altro che secondari per una piazza che sta crescendo anno dopo anno. Novara, invece, vola in semifinale e lo fa con la consapevolezza di aver superato uno scoglio durissimo, anche se la prestazione altalenante vista al Pala Gianni Asti lascia intravedere dei margini di miglioramento su cui lavorare in vista del prossimo turno, dove troverà ad attenderla la corazzata Conegliano.

La svolta offensiva di Herbots e la solidità di Bonifacio

Se da un lato Chieri ha potuto contare sullo strapotere offensivo della sua diagonale principale, dall’altro Novara ha risposto con una prova di squadra corale in cui sono emerse le individualità di Tatiana Tolok, autentica MVP del match con 33 punti all’attivo, e della capitana Bonifacio, fondamentale a muro e in attacco nei momenti clou della partita. L’ingresso di Britt Herbots nel corso del terzo set ha rappresentato la mossa a sorpresa di Bernardi, con la schiacciatrice belga che ha letteralmente cambiato l’inerzia del match, mettendo a segno sette punti pesantissimi e dando nuova linfa alla ricezione e all’attacco delle sue compagne. La sua capacità di tenere alta la tensione e di non sbagliare i colpi nei frangenti delicati è stata determinante per ricucire lo strappo e riportare Novara in scia, dimostrando come la profondità della panchina possa fare la differenza in una serie così equilibrata e combattuta.

Chieri lotta fino all'ultimo respiro ma deve arrendersi ai dettagli

L'analisi dei numeri, al di là del mero risultato, racconta di una partita equilibratissima in cui ogni fondamentale ha avuto il suo peso specifico. Chieri, oltre ai 49 punti delle sue due bocche da fuoco principali, ha messo a segno 16 muri, un dato che sottolinea l'ottima preparazione difensiva messa in atto da coach Negro, ma che non è bastato per arginare la furia offensiva di Tolok e compagne. La sensazione, al termine della sfida, è che la serie sia stata decisa da quei piccoli dettagli che fanno la differenza nel volley di alto livello, come la gestione dei momenti di pressione e la capacità di mantenere la lucidità nei cambi palla decisivi. Novara, forte di un’esperienza internazionale consolidata, è riuscita a restare in partita anche quando tutto sembrava volgere al peggio, piazzando la zampata vincente nel momento più opportuno e lasciando alle avversarie la consapevolezza di aver comunque disputato una stagione di altissimo livello, con ancora importanti obiettivi da raggiungere nelle competizioni minori.

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