La frecciata di Bernardi dopo la semifinale: “C’era chi non credeva in noi, il tempo è galantuomo”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La qualificazione alla semifinale scudetto, per l’Igor Gorgonzola Novara, non è stata soltanto una questione sportiva, un traguardo raggiunto al termine di una gara 2 dai due volti contro la Reale Mutua Fenera Chieri ’76, ma anche l’occasione, per il suo allenatore, per una replica pubblica piuttosto netta nei confronti di chi, dall’esterno, ne aveva messo in discussione il lavoro. È accaduto al Pala Gianni Asti di Torino, dove la squadra di Lorenzo Bernardi, dopo essersi aggiudicata il primo set con una discreta autorevolezza, ha subito il ritorno delle avversarie, le quali, trascinate da una prestazione coraggiosa, hanno ribaltato la situazione portandosi sul 2-1 e facendo temere il peggio per i colori azzurri. La rimonta, poi, c’è stata, propiziata dai cambi mossi dalla panchina – l’inserimento di Herbots e Baijens su tutte – che hanno ridato ossigeno e lucidità alla frazione successiva, pareggiata, e a un tie-break soffertissimo chiuso solo ai vantaggi.

Nel commentare il successo che vale l’accesso tra le magnifiche quattro, il tecnico trentino non si è limitato alle consuete analisi tattiche, ma ha voluto indirizzare un pensiero piuttosto diretto a quanti, come ha detto, avevano già sentenziato sulla sua gestione. “Voglio ringraziare tutti quelli che, da veri ‘esperti’ di pallavolo, scrivevano e commentavano che la stagione sarebbe stata fallimentare”, ha scritto Bernardi in un post sui propri canali social, parlando di “classici allenatori da bar” e di “professori che di pallavolo capiscono ben poco”. Un’uscita che lascia trasparire un certo fastidio accumulato nei mesi, un “togliersi qualche sassolino dalla scarpa” che il coach motiva poi con una riflessione più generale sulla fretta nel giudicare: una tendenza, questa sì, considerata un “pessimo e pericolosissimo nemico”. Secondo Bernardi, insomma, il tempo avrebbe infine dimostrato la bontà di un percorso che, nonostante le difficoltà, ha riportato Novara tra le prime quattro, come del resto era accaduto nei due anni precedenti.

La strada, però, non è certo in discesa, perché l’avversaria che attende la Igor al turno successivo porta il nome dell’Imoco Conegliano, una squadra che di fatto ha dominato la regular season collezionando venticinque vittorie su ventisei incontri. Un avversario che Bernardi stesso definisce senza giri di parole “la squadra più forte al mondo da anni”, ma al quale guarda con la convinzione di potergli comunque dare filo da torcere, certo che “ci divertiremo molto”. Si giocherà al meglio delle cinque partite, con gara 1 in programma domenica 15 a Treviso e il ritorno a Novara il sabato successivo, in una serie che rappresenta il terzo atto consecutivo della rivalità tra piemontesi e venete in questa fase del campionato.

Parallelamente, l’altro lato del tabellone ha già decretato l’abbinamento tra la Savino Del Bene Scandicci e la Numia Vero Volley Milano, un confronto che negli ultimi anni è diventato un classico della pallavolo italiana e che anche stavolta si preannuncia equilibrato. Le toscane, seconde in regular season alle spalle proprio di Conegliano, hanno chiuso la pratica Bergamo in due gare, l’ultima delle quali risolta in un’ora e venti di gioco. Una rapidità che stride con le sofferenze patite in gara 1, quando le orobiche avevano sfiorato l’impresa in casa delle rivali, ma che certifica lo stato di forma di una squadra che punta al Titolo con decisione. Per Milano, invece, si tratta del quarto anno consecutivo in cui ritrova Scandicci sul proprio cammino in semifinale, un dato che da solo racconta la continuità ai vertici di entrambe le società.

Guardando al match del Pala Gianni Asti, però, non si può non sottolineare il contributo determinante di alcune individualità nella rimonta novarese. Tatiana Tolok, con i suoi trentatré punti, si è confermata una certezza assoluta, mentre il rientro di Giulia Leonardi nel ruolo di libero ha garantito una stabilità in seconda linea che nelle fasi più concitate della partita è risultata fondamentale. E proprio la ricezione, sorretta anche da Ishikawa, ha retto l’urto nei momenti cruciali, permettendo alla regia di Cambi di imbastire la manovra vincente. Per Chieri, invece, l’amarezza di un’uscita di scena che lascia comunque ben sperare per il futuro: la squadra di Nicola Negro, dopo aver vinto due set con autorità, ha sfiorato l’impresa al tie-break, cedendo solo per 16-18 e dimostrando, ancora una volta, di poter competere alla pari con chiunque.

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