Mantovano: «Sentenze stupefacenti sulla droga, uso personale anche con qualche chilo»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Alfredo Mantovano, chiudendo i lavori della seconda giornata della VII Conferenza nazionale sulle dipendenze, ha lanciato un attacco molto duro contro quelle pronunce giudiziarie che, a suo dire, stanno snaturando la lotta alla tossicodipendenza. Le sue parole, nette e senza tentennamenti, hanno delineato una frattura preoccupante tra l’azione di governo e l’interpretazione di alcuni tribunali. L’autorità giudiziaria, ha affermato, «non è una variabile indipendente» e certe decisioni, che egli non esita a definire «stupefacenti», finiscono per minare alla base gli sforzi repressivi, con conseguenze che ha giudicato «devastanti» per l’ordine pubblico e la salute collettiva.

Un federalismo giudiziario e le sue ripercussioni

Il quadro tracciato da Mantovano non si limita a criticare singole sentenze, ma allarga lo sguardo a un fenomeno più sistemico, che tocca il cuore dell’uniformità dell’applicazione della legge sul territorio nazionale. Egli ha infatti sottolineato con forza come alcune scelte operate dalla magistratura di sorveglianza rischino di creare, nei fatti, «un federalismo della giustizia». Questo, in pratica, significa che l’approccio alla questione droga, e in particolare la concessione di benefici o l’interpretazione delle quantità di stupefacente destinate all’uso personale, può variare in modo significativo da una regione all’altra, se non da un tribunale all’altro, generando una disparità di trattamento che offende il principio di uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge.

Le voci dalla conferenza e le prospettive di riforma

Nel contesto della stessa Conferenza, dalla quale sono emerse, come riportato, «alcune traiettorie di lavoro per un moderno sistema delle Dipendenze in Italia», si è inserito anche il contributo del professore Vincenzo Schettini. Il noto divulgatore, che utilizza un linguaggio semplice e accessibile per spiegare concetti complessi, ha portato la sua personale lezione sulle dipendenze, applicando metafore scientifiche per rendere il fenomeno più comprensibile a un pubblico vasto. Parallelamente, la presidente di FeDerSerD, Balestra, ha rimarcato la necessità di un impegno continuativo, volto a dare un «Corpo attuativo all’agenda di lavoro concordata», a partire da obiettivi prioritari considerati indispensabili per sviluppare una risposta sociosanitaria specialistica e qualificata, pienamente integrata nella rete della sanità territoriale.

Le critiche e le voci escluse dal dibattito

Non sono mancate, tuttavia, voci critiche rispetto all’impostazione generale della Conferenza. Antonella Soldo, fondatrice dell’associazione Meglio Legale, ha espresso forti perplessità sull’efficacia degli approcci puramente repressivi, sottolineando come la cosiddetta guerra alla droga abbia spesso prodotto effetti collaterali gravosi. Secondo la sua analisi, tali politiche hanno finito per creare «delle spaccature nelle famiglie», dove i giovani, intimoriti dalle conseguenze penali, sviluppano una paura che li allontana dal dialogo con i genitori. La sua battaglia, che esclude la criminalizzazione della cannabis e punta su un’informazione chiara e sul coinvolgimento degli operatori di settore, rappresenta un punto di vista alternativo che, a suo dire, non ha trovato sufficiente spazio nel dibattito ufficiale.

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