Luciano Capasso trovato morto a Saint Moritz, il fratello: «Con il Gps militare avevamo le coordinate, ma ci hanno detto di prepararci al funerale»
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Redazione Interno
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Il Corpo senza vita di Luciano Capasso, il venticinquenne di Qualiano disperso dal 18 febbraio sulle montagne che sovrastano Saint Moritz, è stato infine individuato e recuperato nella mattinata di domenica 22 febbraio, non appena una schiarita ha permesso ai soccorritori elvetici di procedere al sorvolo della zona e alle successive operazioni in quota. La notizia, che chiude nel modo più tragico possibile cinque giorni di angosciosa attesa per la famiglia, è stata confermata all'agenzia Adnkronos dall'avvocato Sergio Pisani, legale della madre Raffaella Grande, dopo aver ricevuto la comunicazione ufficiale da parte del console italiano; sul posto, in stato di choc, è presente il fratello maggiore della vittima, Emmanuel.
Il gps e le ore decisive: «Perché non hanno usato i droni?»
Se la dinamica fornita dalla polizia svizzera parla di un giovane autista d'albergo sorpreso da una violenta bufera di neve mentre si trovava a 2700 metri di quota, a gettare un'ombra lunga e dolorosa sulla vicenda è ora la ricostruzione dei familiari, i quali denunciano quella che ritengono essere una gestione quantomeno inadeguata della fase di ricerca. Luciano, come hanno tenuto a sottolineare sia il legale che i congiunti, non era certo un improvvisatore della montagna: ex militare con un addestramento specifico per la sopravvivenza in condizioni estreme, indossava un equipaggiamento tecnico e, particolare di non poco conto, un localizzatore Gps di tipo professionale, capace di fornire coordinate precise e, attraverso la forma del simbolo trasmesso, persino informazioni sullo stato di chi lo indossava. «Avevamo una geolocalizzazione precisa», ha dichiarato l'avvocato Pisani ai microfoni di Il Fatto Quotidiano -2, sollevando più di un dubbio sul perché, nonostante il maltempo, non siano stati impiegati mezzi come i droni – i quali possono operare anche al di sotto della coltre nuvolosa – per battere l'area nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa, quando forse un intervento tempestivo avrebbe potuto cambiare le sorti della vicenda -2-10.
«Preparatevi al funerale»: la denuncia del fratello
Le parole che più pesano, tuttavia, sono quelle pronunciate da Emmanuel Capasso, il fratello di Luciano, il quale ha ricostruito per i cronisti il drammatico e frustrante dialogo intercorso con le autorità svizzere. Non appena ricevuto il segnale di soccorso – quel Gps che, assumendo una forma simile a una farfalla o a una stella, indica che chi lo indossa è bloccato, ferito o in pericolo di vita -3-5 – la famiglia ha immediatamente allertato i soccorsi, fornendo coordinate precise. La risposta, a loro dire, è stata non solo dilatoria ma apertamente sarcastica: «A mia madre – ha raccontato Emmanuel ripreso da Il Messaggero – hanno detto di prepararsi a un funerale» -1. E il giorno dopo, quando ha richiamato per sollecitare un intervento, la replica è stata ancora più cruda: «Rassegnati, non abbiamo una sfera magica», prima di chiudere bruscamente la comunicazione -1. Un atteggiamento che i familiari giudicano inaccettabile, specialmente alla luce della rapidità con cui, appena il sole ha fatto capolino, il è stato localizzato e recuperato -10.
«Cerco di non morire»: l'ultimo disperato messaggio
Nelle pieghe di questa tragedia emerge anche il contenuto dell'ultimo contatto che Luciano è riuscito ad avere con i propri cari. Disperato e lucido, il ragazzo ha inviato un breve messaggio – un video di pochi secondi in cui appare bardato ma sorridente, circondato dalla neve – a cui ha allegato una promessa che oggi risuona come un testamento: «Cerco di non morire» -5-9. Un tentativo estremo di tenere accesa la speranza e di fornire, allo stesso tempo, un'ultima indicazione sulla propria posizione. Per giorni, mentre il maltempo bloccava ogni operazione, la madre Raffaella aveva moltiplicato gli sforzi, arrivando a offrire una ricompensa di cinquantamila euro a chiunque avesse fornito informazioni utili -6, nel disperato tentativo di sopperire a ciò che lei percepiva come un'inerzia delle macchine dei soccorsi. Ora che il è stato recuperato, la priorità della famiglia diventa il rimpatrio della salma, per la quale hanno chiesto che non venga eseguita l'autopsia -1, mentre restano sul campo interrogativi pesanti come macigni su quelle cinquanta ore che, secondo i familiari, potrebbero essere state fatali -3.




