Meta AI sbarca su WhatsApp: come funziona e cosa cambia per gli utenti italiani

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L’intelligenza artificiale generativa, dopo aver rivoluzionato motori di ricerca e assistenti digitali, fa ora il suo ingresso nelle chat di WhatsApp. Meta, che già da mesi sperimenta la tecnologia in altri mercati, ha esteso ufficialmente il servizio anche all’Italia, rendendo disponibile per gli utenti locali un chatbot avanzato, integrato direttamente nell’applicazione. Non si tratta di un semplice assistente vocale, ma di uno strumento capace di elaborare richieste complesse, tradurre testi in tempo reale e persino generare modifiche alle immagini, seppure con alcune limitazioni iniziali.

Per accedere alla funzione, basterà cliccare sull’icona dedicata – un cerchio blu con il simbolo @ – oppure menzionare esplicitamente "@metaai" all’interno di una conversazione, sia essa individuale o di gruppo. Una volta attivato, il sistema risponderà a domande su svariati argomenti, dall’attualità alla logistica, offrendo suggerimenti o rielaborando contenuti su richiesta. Se un utente chiedesse, ad esempio, indicazioni sui migliori ristoranti della zona o una sintesi chiara di un evento storico, Meta AI fornirebbe una risposta strutturata, sfruttando l’enorme database di informazioni su cui si appoggia il modello Llama 3, sviluppato internamente da Meta.

L’implementazione, tuttavia, non è esente da criticità. L’affidabilità delle risposte dipende infatti dalla qualità e dall’aggiornamento delle fonti, mentre permangono dubbi legati alla privacy, considerato che ogni interazione con l’AI potrebbe essere utilizzata per affinare gli algoritmi. Meta ha ribadito che i dati delle chat restano protetti dalla crittografia end-to-end, ma il timore di un’elaborazione secondaria delle richieste da parte dei server aziendali alimenta perplessità tra gli esperti di cybersecurity

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