Netanyahu: "Fermeremo il nucleare iraniano con o senza gli Usa". Macron prova la via del negoziato
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Redazione Esteri
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Benjamin Netanyahu non ha dubbi: "Fermeremo il programma nucleare iraniano, con o senza il sostegno degli Stati Uniti". Il premier israeliano, intervistato dall'emittente Kan, ha tracciato una linea netta, delineando due obiettivi prioritari: "Bloccare lo sviluppo atomico di Teheran, eliminando la minaccia, e contrastare le capacità balistiche". Sul ruolo di Trump, Netanyahu ha scelto toni misurati: "La sua partecipazione dipenderà da ciò che ritiene più vantaggioso per gli Stati Uniti". Una posizione che, seppur diplomatica, lascia intendere come Israele sia pronto ad agire in autonomia.
Intanto, mentre l’amministrazione americana sembra voler guadagnare tempo – Trump ha concesso "due settimane" all’Iran per valutare un negoziato – l’Europa prova a riaprire i canali diplomatici. Emmanuel Macron ha lanciato una nuova offerta di dialogo, e oggi a Ginevra il ministro degli Esteri iraniano si confronterà con una delegazione europea. Un tentativo di mediazione che, però, si scontra con lo scetticismo di chi ricorda come Teheran abbia più volte utilizzato i negoziati come strumento dilatorio.
Quella delle "due settimane" è una scadenza ricorrente nella retorica di Trump, spesso disattesa. Già in passato, il presidente americano aveva fissato lo stesso termine per Mosca riguardo alla guerra in Ucraina, senza ottenere risultati. Ora la pressione si sposta sull’Iran, mentre gli osservatori si interrogano sulle reali intenzioni della Casa Bianca. Netanyahu, dal canto suo, sembra non volersi affidare alle incertezze altrui. La sua dichiarazione, infatti, suona come un monito: che Washington decida o meno di intervenire, Israele non resterà a guardare.




