Parma-Roma, la vignetta di Michele dall’Oman e quel rigore che ha scatenato il caos

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Quella del Tardini, domenica sera, si è rivelata una partita dal finale quasi romanzesco: la Roma, infatti, ha ribaltato il Parma in pieno recupero, firmando un 3-2 che di normale aveva ben poco. A farne le spese, almeno nell’immaginario dei padroni di casa, è stato l’arbitro Chiffi, la cui direzione – come puntualmente sottolineato dal nostro affezionato lettore Michele dall’Oman attraverso una vignetta post-gara – ha generato un polverone destinato a durare per ore. Il tecnico dei gialloblù, Carlos Cuesta, ha provato a tenere un profilo basso, dichiarandosi orgoglioso dei suoi ragazzi e dell’energia sprigionata dallo stadio, ma senza riuscire a celare del tutto il rammarico per un epilogo che sapeva di beffa.

Eppure, a guardare bene la sequenza degli eventi, il vero nodo della controversia resta il contatto su Devyne Rensch: il difensore, dopo aver siglato il pareggio oltre il 90’, si è poi procurato il penalty trasformato da Malen al 99’. Gli episodi da analizzare, tuttavia, sono molteplici – basti pensare alla condotta di Almqvist, reo di aver gettato a bordo campo un pallone mentre la Roma stava per battere una rimessa laterale, un gesto che Cuesta avrebbe forse voluto rivedere al Var. La sensazione diffusa, comunque, è che il fischietto veneto non abbia mai governato davvero la gara, lasciando che le piccole scorrettezze si accumulassero fino a far perdere il controllo della contesa.

Un parapiglia e un’indignazione che non spegne i rimpianti

Al triplice fischio, la tensione è esplosa: Ndicka, furioso, è stato trattenuto a stento da Gasp, mentre Mancini ha dovuto fare i conti con gli animi caldi di qualche avversario. Il Parma, va detto, si era giocato ogni pallone come se non ci fosse un domani – nonostante una classifica già ampiamente tranquilla – e la rimonta giallorossa ha finito per apparire ai loro occhi come un’ingiustizia. Dall’altra parte, la Roma ha pagato qualche disattenzione di troppo (il momentaneo 2-1 firmato Strefezza e Keita ne è la prova) ma ha saputo restare aggrappata alla partita grazie a una reazione d’orgoglio.

Le pagelle tra luci, ombre e una promessa Champions

Malen, autore di una doppietta decisiva, si è guadagnato la palma del migliore in campo; il solito Mancini, invece, ha offerto la solita prova di sostanza e carattere, mentre tra i ducali si segnala una lotta senza quartiere di Pellegrino e un disastroso Britschgi. Per Gasperini, i tre punti pesano doppiamente: il ko del Milan contro l’Atalanta a Meazza ha permesso ai giallorossi di agganciare i rossoneri al quarto posto, l’ultimo disponibile per la prossima Champions League. Una serata da archiviare in fretta, insomma, mentre il Parma – nonostante le proteste – dovrà guardare avanti senza farsi distrarre dalle polemiche arbitrali.

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