Influenza 2025, si preannuncia una stagione intensa: il ministero raccomanda il vaccino per i fragili
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Redazione Salute
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Dopo una stagione da record, che costrinse a letto oltre sedici milioni di persone, l’influenza stagionale si appresta a fare ritorno con caratteristiche che, stando ai primi segnali, potrebbero rivelarsi piuttosto impegnative. L’andamento dei contagi nell’emisfero australe, considerato un affidabile indicatore per prevedere la diffusione del virus nelle nostre latitudini, ha infatti mostrato un quadro preoccupante, con un’incidenza elevata e sintomi percepiti come più aggressivi rispetto al passato. La circolazione virale, che in Australia ha già raggiunto picchi significativi nel corso dei primi mesi dell’anno, suggerisce la necessità di un’attenta preparazione, spingendo le autorità sanitarie a richiamare l’importanza della profilassi, specialmente per le categorie più vulnerabili, le quali, se contagiate, potrebbero andare incontro a complicanze severe.
Il quadro internazionale e i ceppi in circolazione
Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva all’Università di Milano, ha recentemente sottolineato all’Ansa come anche per l’Italia si prospetti una stagione di grande intensità, caratterizzata dalla co-circolazione di diversi virus influenzali ai quali si aggiungeranno, complicando ulteriormente il quadro clinico, il virus respiratorio sinciziale e il SarsCoV2. Oltre al ceppo A H1N1, che da anni è uno dei protagonisti delle ondate epidemiche, è atteso in forma significativa il ceppo B Victoria, il quale, avendo circolato poco negli anni precedenti, trova una popolazione con scarse difese immunitarie specifiche. Questa suscettibilità, che si è già manifestata chiaramente nell’emisfero meridionale, rappresenta uno dei motivi principali per cui si stima un potenziale di contagi molto ampio, paragonabile a quello della scorsa annata.
Modalità di trasmissione e profilassi
L’influenza, che è una malattia respiratoria di origine virale, si trasmette con estrema facilità attraverso le goccioline emesse tossendo, starnutendo o semplicemente parlando, specialmente in ambienti chiusi e affollati dove il ricambio d’aria è limitato. Non va trascurato, tuttavia, il ruolo del contatto indiretto: il virus, infatti, può depositarsi su oggetti e superfici, dove sopravvive per un tempo considerevole, per poi essere veicolato alle mucose di occhi, naso o bocca tramite le mani, che costituiscono un vettore di primaria importanza. La vaccinazione, raccomandata dal ministero della Salute in via prioritaria per i soggetti fragili e per quelli con patologie croniche, rimane lo strumento di prevenzione più efficace per ridurre il rischio di ammalarsi in forma grave e per diminuire la pressione sul sistema sanitario nazionale, il quale, durante il picco epidemico, viene spesso sottoposto a uno stress notevole.
La sorveglianza e le misure di contenimento
Per monitorare l’evolversi dell’epidemia sono già operativi i medici sentinella e una rete di laboratori distribuiti sul territorio, i quali hanno il compito di tracciare l’andamento dei contagi e di identificare tempestivamente i ceppi virali dominanti. Questo sistema di sorveglianza, fondamentale per adattare le strategie di intervento, permette di avere un quadro quasi in tempo reale della situazione, evidenziando le aree geografiche più colpite e l’impatto sulle diverse fasce d’età. La campagna vaccinale, partita in queste settimane, rappresenta dunque il perno attorno al quale ruota la risposta della sanità pubblica, con l’obiettivo di creare una barriera immunitaria che protegga, innanzitutto, chi è più esposto alle conseguenze serie dell’infezione.




