Trump promette 5mila dollari agli elettori e l'AfD travolge la CdU in Sassonia-Anhalt
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Redazione Esteri
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La convention repubblicana di Dallas si è chiusa con un appello diretto e minaccioso di Donald Trump agli elettori americani, in vista delle elezioni di medio termine del 3 novembre. «Sapete cosa succede se non votate? Andrete all'inferno», ha detto il presidente chiudendo due giorni di discorsi, incontri e promesse. Un monito che ha accompagnato la richiesta di trattare il voto di midterm come un referendum personale sulla sua presidenza, con un invito esplicito a «fare finta che sia io sulla scheda elettorale».
La promessa del dividendo da 5mila dollari
Il piatto forte della serata è stata la promessa di un pagamento diretto di 5mila dollari a ogni cittadino americano adulto, in caso di vittoria repubblicana a Camera e Senato. Trump ha sostenuto che l'approvazione del Congresso non sarebbe necessaria per erogare il cosiddetto dividendo, mostrandosi «certo» che i parlamentari lo sosterrebbero qualora venisse richiesto. La misura, secondo stime riportate dai media, avrebbe un costo superiore ai 1.300 miliardi di dollari.
L'annuncio è arrivato insieme a un avvertimento sui rischi di una vittoria democratica: «Vi confischeranno la ricchezza, vi triplicheranno le tasse e mutileranno i vostri figli».
Il trionfo dell'AfD in Sassonia-Anhalt e il crollo della CdU
Mentre a Dallas si chiudeva la convention, in Germania il quadro politico registrava un terremoto. Nelle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, il partito di estrema destra Alternative für Deutschland ha conquistato il 43,8% dei voti, più che raddoppiando il risultato del 2021 e ottenendo il miglior esito mai registrato da una formazione politica nel Land. Il candidato di punta Ulrich Siegmund ha parlato di un risultato storico, ma la gioia è stata contenuta dalla matematica: con 39 seggi su 83, all'AfD ne mancano tre per la maggioranza assoluta, fissata a 42.
Il crollo della CDU è stato altrettanto netto: il partito del ministro-presidente uscente Sven Schulze si è fermato al 17,2%, perdendo quasi venti punti percentuali rispetto alla tornata precedente. Il dato segna il peggior risultato di sempre per i cristiano-democratici nel Land. Alle loro spalle, un gruppo di partiti si attesta intorno alla soglia del 9%: la SPD al 9,3%, i Verdi all'8,9%, Die Linke all'8,6%. L'Alleanza Sahra Wagenknecht entra nel parlamento di Magdeburgo con il 5,3%, mentre i liberali dell'FDP non superano la soglia di sbarramento, fermandosi al 2,6%.
L'affluenza alle urne ha toccato il 77,8%, il livello più alto dalla riunificazione tedesca.
Il nodo della governabilità e il cordone sanitario
Nonostante il successo elettorale, la formazione di un governo in Sassonia-Anhalt resta bloccata. Gli altri partiti hanno escluso qualsiasi coalizione con l'AfD, applicando la strategia del cosiddetto cordone sanitario. Lo stesso Siegmund ha escluso l'ipotesi di guidare un governo di minoranza, subordinando la sua candidatura a ministro-presidente all'esistenza di una maggioranza stabile. Il BSW, entrato per un soffio nel Landtag, si è detto disponibile al dialogo su singoli temi, ma la sua candidata di punta Claudia Wittig ha dichiarato che non voterà Siegmund.
La CDU, dal canto suo, ha annunciato che non parteciperà ai negoziati per una nuova giunta, con Schulze che ha parlato di una sconfitta da cui il partito deve prima «ritrovarsi».
Lo sguardo democratico sulle indagini future
Sul fronte americano, il Washington Post ha riferito che i democratici intendono avviare una serie di indagini su Donald Trump, sulla sua famiglia e sulle politiche della sua amministrazione, qualora conquistassero il controllo della Camera dei Rappresentanti a novembre. Tra i dossier citati figurano l'aumento del patrimonio presidenziale durante il secondo mandato, quantificato in 2,25 miliardi di dollari da accordi esteri e criptovalute, le azioni dell'amministrazione nei confronti degli oppositori politici e la riorganizzazione del governo federale.
La Casa Bianca ha replicato affermando che i democratici non hanno un'agenda per migliorare la vita degli americani, ma solo piani per ostacolare il presidente.
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