Slitta l'obbligo delle polizze catastrofali per bar, ristoranti e alberghi

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il governo ha rivisto, in extremis, i termini della proroga per l'adesione obbligatoria alle polizze contro i danni da calamità naturali, le cosiddette CatNat, riducendo a soli tre mesi il rinvio inizialmente previsto per alcune specifiche categorie di piccole e micro imprese. Queste coperture, che proteggono da eventi come terremoti, alluvioni e frane, sono già un obbligo per le grandi e medie imprese, mentre per le realtà più piccole sarebbe dovuto decorrere dal primo gennaio prossimo. Una scadenza, quest'ultima, che ha generato non poche preoccupazioni nel mondo produttivo, spingendo le associazioni di categoria a sollecitare un intervento legislativo di dilazione. La risposta è arrivata con il decreto Milleproroghe, varato dal Consiglio dei ministri, il quale però ha modificato in itinere la propria portata applicativa.

Una proroga ridotta e mirata

La versione originaria del provvedimento, infatti, contemplava una deroga più ampia, la quale è stata successivamente ridimensionata in sede di definizione del testo. Nei fatti, lo slittamento al 31 marzo 2026 – e non più al termine del prossimo anno – riguarderà esclusivamente una cerchia ristretta di attività, ovvero gli esercenti la somministrazione di alimenti e bevande, come bar e ristoranti, e le imprese operanti nel settore della ricettività turistica, dunque gli alberghi. Per tutte le altre piccole e micro imprese, che non rientrano in queste specifiche voci, l'obbligo di sottoscrizione scatterà inesorabilmente come da calendario originario, cioè a partire dal primo giorno del nuovo anno, senza possibilità di ulteriori rinvii. Una decisione che, se da un lato accoglie parzialmente le istanze di alcuni comparti, dall'altro delinea un panorama normativo differenziato e stringente per la maggior parte dei piccoli imprenditori.

Le richieste delle associazioni di categoria

Organizzazioni come Confesercenti hanno immediatamente fatto sentire la propria voce, chiedendo un'estensione generale della proroga a tutte le micro e piccole imprese, giudicando i tempi attuali troppo stretti per un adeguamento consapevole a una polizza complessa. Le critiche principali vertono sui costi aggiuntivi, che andrebbero a gravare su bilanci spesso già precari, e sulla presunta difficoltà di accesso a prodotti assicurativi chiari e adatti alle esigenze peculiari di settori molto diversificati tra loro. Le richieste, tuttavia, non hanno trovato un accoglimento completo nell'ultima stesura del decreto, la quale ha optato per un compromesso temporale e settoriale. Resta il fatto che, per le categorie beneficiarie, i tre mesi di respiro costituiscono una finestra utile per valutare le proposte di mercato e ottemperare all'obbligo, mentre per gli altri si prospetta una corsa contro il tempo.

Il quadro normativo di riferimento

L'obbligo di copertura CatNat trova la sua base giuridica in una disposizione legislativa precedente, la quale aveva già stabilito il differimento per le imprese più piccole dopo aver imposto l'adozione alle realtà aziendali di maggiori dimensioni. Il legislatore, introducendo tale obbligo, ha inteso promuovere una cultura della prevenzione e della copertura del rischio, soprattutto in un territorio come quello italiano, storicamente esposto a fenomeni sismici e idrogeologici di notevole intensità. L'intento è quello di garantire una maggiore resilienza del tessuto economico, evitando che interi settori produttivi possano subire colpi irreparabili a seguito di un evento catastrofico. L'attuazione pratica di questo principio, però, deve fare i conti con le concrete difficoltà operative che le microimprese segnalano, dalle procedure burocratiche alla sostenibilità economica dei premi assicurativi.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.