“Flotilla” europea partita da Fiumicino alla volta de L’Avana con cinque tonnellate di aiuti umanitari

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È decollata ieri pomeriggio dallo scalo di Roma Fiumicino, con uno scalo tecnico previsto a Milano Malpensa prima della traversata oceanica, la delegazione italiana dello European Convoy for Cuba, un'iniziativa che rientra nella più ampia campagna internazionale denominata “Let Cuba Breathe” e che ha l'obiettivo dichiarato di portare sollievo alla popolazione dell'isola caraibica. A bordo del volo, noleggiato per l'occasione, viaggiano oltre cinque tonnellate di medicinali e materiale sanitario di prima necessità, un carico che è stato raccolto in tempi strettissimi grazie a una mobilitazione capillare che ha coinvolto, dalla società civile ai sindacati di base, passando per collettivi studenteschi e forze politiche della sinistra italiana e europea. La missione, che vede la partecipazione di più di cento attivisti e rappresentanti provenienti da diciannove paesi diversi, si congiungerà nei prossimi giorni alla “flotilla” del Nuestra América Convoy to Cuba, e il materiale portato dall'Italia, una volta sbarcato e smistato, verrà consegnato direttamente in alcune strutture ospedaliere della capitale cubana.

Il carico di medicinali e il senso politico della missione

Tra i promotori dell'iniziativa, un ruolo centrale è stato giocato dall'Agenzia per l'interscambio culturale ed economico con Cuba (Aicec), che ha coordinato la logistica e la raccolta fondi; una raccolta che ha superato i quarantacinquemila euro, alimentata da oltre settecento donatori individuali e dal contributo di numerose organizzazioni internazionali. Giorgia Vernetti, portavoce di Aicec presente al momento dell'imbarco, ha sottolineato come la rapidità con cui si è riusciti a mobilitare risorse e volontari sia stata straordinaria, permettendo di assemblare un pacco donativo che include farmaci essenziali e presidi sanitari, ovvero quei beni la cui scarsità, acuita dalle restrizioni imposte dall'embargo statunitense, sta mettendo a dura prova il sistema sanitario cubano. L'iniziativa, come hanno tenuto a precisare gli organizzatori nelle dichiarazioni rilasciate prima della partenza, non vuole essere soltanto un gesto di solidarietà materiale, ma intende configurarsi anche come un atto politico, un tentativo concreto di portare all'attenzione dell'opinione pubblica e delle istituzioni europee gli effetti di un blocco economico che da oltre sessant'anni grava sull'isola.

Le dichiarazioni di Lucano e Salis prima dell'imbarco

Poco prima di salire a bordo, alcuni dei rappresentanti istituzionali presenti hanno voluto motivare le ragioni della loro adesione al convoglio. Mimmo Lucano, europarlamentare e figura storica dell'accoglienza diffusa, ha ricordato come la sua partecipazione sia anche un atto di reciprocità: ha evocato la memoria dei medici cubani che, in anni passati, arrivarono in Calabria per prestare servizio in un contesto sanitario drammaticamente carente, un gesto di solidarietà internazionale che ora, a suo dire, merita di essere ricambiato. Al suo fianco, un'altra eurodeputata, Ilaria Salis, ha posto l'accento sulla dimensione giuridica e politica della missione, spiegando che l'obiettivo è anche quello di mettere il governo italiano e le istituzioni dell'Unione Europea di fronte a quelle che lei definisce le loro responsabilità. Come ha dichiarato ai cronisti presenti, l'embargo è stato più volte giudicato contrario al diritto internazionale da numerose risoluzioni dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, votate a larghissima maggioranza dalla comunità internazionale, eppure, nonostante il voto favorevole dell'Italia in quelle sedi, le misure restrittive imposte dall'amministrazione statunitense continuano di fatto a produrre i loro effetti, aggravate, nelle ultime settimane, dalle nuove direttive firmate dal presidente Donald Trump.

L'articolazione del convoglio e i suoi promotori

Il gruppo partito dall'Italia è composto da una delegazione eterogenea che comprende, oltre ai due europarlamentari di Alleanza Verdi e Sinistra, anche rappresentanti di partiti come Rifondazione Comunista e Potere al Popolo, e delegati sindacali di USB, Cobas e FIOM, accanto a movimenti giovanili come Cambiare Rotta e Oposizione Studentesca d'Alternativa. La delegazione italiana, dopo l'arrivo a L'Avana, previsto per la serata di martedì, si unirà ad altri attivisti giunti da ogni parte d'Europa e delle Americhe, in un programma di attività che culminerà il 21 marzo con l'arrivo via mare del convoglio Nuestra América. Nei giorni successivi, i partecipanti si sposteranno nella capitale per consegnare personalmente i farmaci negli ospedali e nei centri di salute, portando avanti quella che definiscono una testimonianza diretta della situazione dell'isola. L'intera operazione, come hanno tenuto a precisare gli organizzatori, si basa esclusivamente su donazioni private e sul lavoro volontario, nel tentativo di mantenere l'indipendenza dell'iniziativa da qualsiasi finanziamento pubblico o istituzionale.

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