Wall Street in bilico tra stabilizzazione e segnali contrastanti, mentre l’Europa prova a respirare
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Redazione Economia
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I mercati statunitensi, dopo giorni di turbolenze, mostrano un quadro frammentato: il Dow Jones sembra aver trovato un temporaneo equilibrio, il Nasdaq interrompe la corsa e l’S&P 500 oscilla tra timidi recuperi e pressioni al ribasso. La seduta del 22 maggio, chiusa con un lieve -0,04%, conferma una fase di stallo, seppur all’interno di un trend positivo di medio periodo. Le analisi tecniche, tuttavia, suggeriscono un possibile riassestamento verso i 5.760,9 punti, con il primo supporto a 5.801,5, mentre il test del massimo storico a 5.923,1 appare sempre più complesso.
Oltreoceano, l’attenzione resta focalizzata sulle conseguenze del pacchetto fiscale approvato dalla Camera, voluto da Donald Trump, che ha riacceso i timori per l’aumento del debito pubblico. Se da un lato le borse europee – Milano compresa, con Azimut, Unicredit e Iveco sotto i riflettori – tentano di riprendere fiato, dall’altro il mercato obbligazionario statunitense continua a segnalare nervosismo. La tregua sui dazi, ormai agli sgoccioli, e l’incertezza sulle prossime mosse commerciali della Casa Bianca pesano come un macigno, alimentando dubbi che vanno ben oltre i confini di Wall Street




