No-vax nel gruppo vaccini, polemiche e proteste: "Scelta contraria a scienza ed etica"
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Redazione Salute
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La nomina di Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite al Nitag, il gruppo tecnico consultivo del ministero della Salute, ha scatenato un putiferio di critiche. Medici, società scientifiche e familiari delle vittime del Covid la considerano una provocazione, se non un vero e proprio affronto alla memoria di chi ha perso la vita in prima linea durante la pandemia. "È come nominare un terrapiattista all’Istituto geografico nazionale", ha commentato il presidente dell’Ordine dei medici di Milano, Filippo Anelli, definendo la scelta "un paradosso contrario alla logica, all’etica e alla morale".
Anche Corinna Verniani, diventata simbolo della battaglia per i vaccini obbligatori dopo aver perso la figlia per una malattia prevenibile, ha scritto una lettera accorata al ministro Orazio Schillaci. "Lei ci espone a un rischio reale", ha denunciato, aggiungendo che la decisione finisce per avvantaggiare "chi specula su pratiche pseudoscientifiche". Le sue parole riflettono il timore che figure critiche verso le vaccinazioni possano influenzare le politiche sanitarie, minando anni di campagne basate su evidenze scientifiche consolidate.
La protesta non si limita ai singoli. La Società Italiana di Pediatria e il Cicap hanno espresso sconcerto, mentre gli Ordini dei medici toscani, attraverso il presidente Roberto Monaco, hanno parlato di "mortificazione per la scienza e per chi è morto di Covid". La nomina dei due medici, noti per posizioni vicine all’universo no-vax, rischia di riaccendere un dibattito che sembrava sopito, soprattutto in un momento in cui anche oltreoceano, con Donald Trump alla Casa Bianca, si assiste a un ridimensionamento dei fondi per la ricerca sui vaccini a mRna.




