Francesca Russo lascia il Nitag: "Al suo interno componenti contrari alla scienza"
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Redazione Salute
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Francesca Russo, direttore della Prevenzione, sicurezza alimentare e veterinaria della Regione Veneto, ha rinunciato alla nomina nel Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni (Nitag), definendo "inaccettabile" la presenza al suo interno di figure che, in passato, hanno espresso posizioni contrarie alle evidenze scientifiche sui vaccini. La decisione, formalizzata con una lettera inviata a Maria Rosaria Campitiello del ministero della Salute, arriva due giorni dopo l’annuncio dei nuovi membri del comitato, tra cui compaiono Paolo Bellavite ed Eugenio Serravalle, noti per il loro scetticismo verso le vaccinazioni anti-Covid.
"Non possiamo esimerci dall’esprimere profonda contrarietà e sconcerto", ha dichiarato Enrico Di Rosa, presidente della Società Italiana d’Igiene (SItI), sottolineando come il Nitag sia un organismo chiave per le politiche vaccinali italiane. La scelta di inserire esponenti apertamente critici verso i vaccini ha sollevato polemiche nel mondo scientifico, tanto da spingere la stessa Russo a prendere le distanze. "Con riferimento alla recente nomina, si comunica formalmente la rinuncia come membro", si legge nella missiva, che non lascia spazio a interpretazioni.
La vicenda riaccende il dibattito sul rapporto tra scienza e disinformazione, un tema che Piero Angela aveva anticipato anni fa, quando ancora termini come "fake news" o "pseudoscienza" non erano entrati nel linguaggio comune. Oggi, con Trump nuovamente alla Casa Bianca e le teorie complottiste sempre più diffuse, la questione si fa ancora più urgente. Se da un lato c’è chi invoca maggiore rigore nella selezione degli esperti, dall’altro la presenza di voci dissonanti in organismi tecnici rischia di minarne la credibilità, come dimostrano le immediate reazioni del settore.




