Nomine "anti-vacciniste" al Nitag, medici e scienziati contro Schillaci: oltre 14mila firme per chiedere la revoca

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La decisione del ministro della Salute Orazio Schillaci di inserire Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite nel Nitag, il Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni, ha scatenato un’ondata di proteste tra medici, scienziati e associazioni professionali. Le critiche, che si sono tradotte in una petizione con più di 14mila adesioni, puntano il dito contro i due nominati, accusati di aver sostenuto in passato posizioni contrarie alle evidenze scientifiche in materia di immunizzazione.

«Rammarico e sorpresa» sono le parole scelte da Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici, per commentare una scelta che, secondo molti, rischia di «minare la fiducia della popolazione nelle strategie di prevenzione», come ha sottolineato Rino Agostiniani, presidente della Società italiana di Pediatria. A preoccupare, in particolare, sono alcune dichiarazioni pubbliche dei due esperti, tra cui l’affermazione di Bellavite secondo cui i vaccini anti-Covid «si sono dimostrati rischiosi per i giovani», tesi più volte smentita dalla letteratura scientifica internazionale.

Il Nitag, che dovrebbe fornire pareri indipendenti sulle politiche vaccinali, si trova così al centro di polemiche legate non solo alle nomine contestate, ma anche ai presunti legami tra alcuni suoi membri e l’industria farmaceutica. Gli Ordini dei medici della Toscana, tra i primi a sollevare dubbi, hanno espresso perplessità sull’opportunità di includere nel comitato figure che, in passato, hanno diffuso messaggi contrari alle raccomandazioni ufficiali.

Intanto, il Patto Trasversale per la Scienza ha raccolto migliaia di firme per chiedere a Schillaci un passo indietro, mentre la mancanza di un pediatra nel comitato – evidenziata dalla Sip – aggiunge un ulteriore elemento di critica. Quello che emerge è uno scontro non solo sulle competenze tecniche, ma sulla credibilità stessa di un organismo chiamato a guidare scelte fondamentali per la salute pubblica.

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