Schillaci revoca il Nitag, si riparte da zero sulle nomine del gruppo vaccini

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha deciso di cancellare d’un colpo le nomine del Nitag, il Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni, dopo le polemiche esplose negli ultimi giorni per la presenza di due esperti considerati critici verso le politiche vaccinali. Con un decreto firmato oggi, si è optato per riavviare da capo il procedimento, aprendo a un nuovo bando che coinvolga «tutte le categorie e gli stakeholder interessati», come specificato dal ministero.

La mossa arriva dopo un braccio di ferro politico che ha visto la maggioranza divisa, con Fratelli d’Italia che aveva spinto per un rinvio a settembre, mentre le proteste della comunità scientifica e di una parte consistente dell’opinione pubblica hanno accelerato la decisione. Paolo Bellavite ed Eugenio Serravalle, i due membri contestati per le loro posizioni ritenute vicine al mondo no-vax, sono così fuori dal tavolo, almeno per ora.

Quello che doveva essere un organismo tecnico, chiamato a supportare il governo nelle scelte sulle campagne di immunizzazione, si era trasformato in un caso politico, con petizioni e appelli che chiedevano un ripensamento. Schillaci, che inizialmente aveva difeso le nomine sostenendo la necessità di «pluralismo», ha preferito chiudere la partita anziché prolungare uno scontro diventato insostenibile.

La revoca dell’intero gruppo, piuttosto che la semplice sostituzione dei membri più controversi, segna una netta discontinuità rispetto alla linea tenuta finora. Resta da vedere ora chi verrà incluso nel nuovo Nitag, mentre il ministero assicura che il processo sarà «trasparente» e inclusivo. Intanto, la vicenda ha riacceso il dibattito sulle vaccinazioni, un tema che continua a dividere nonostante la pandemia abbia dimostrato l’importanza delle strategie di immunizzazione di massa.

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