Schillaci revoca il gruppo vaccini dopo il caso dei due medici no-vax

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Roma – Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha deciso di cancellare d’un colpo l’intera composizione del Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni (Nitag), annullando le nomine approvate appena undici giorni fa. La mossa, che arriva dopo le polemiche scatenate dalla presenza di due membri critici verso i vaccini, segna un dietrofront netto, evitando però di limitarsi alla sola esclusione dei due esperti contestati.

A innescare la bufera era stata la scelta di includere nel comitato Paolo Bellavite, ematologo veronese noto per le sue posizioni scettiche, ed Eugenio Serravalle, pediatra toscano che in passato ha espresso dubbi sull’efficacia delle immunizzazioni. La loro presenza aveva spinto Francesca Russo, dirigente del dipartimento prevenzione del Veneto, a rifiutare la nomina, denunciando un conflitto con le linee guida sanitarie.

Schillaci, invece di intervenire sui singoli casi, ha preferito azzerare l’intero organismo, composto da 25 membri, rinviando a una nuova selezione che – secondo il ministero – dovrà garantire una rappresentanza più ampia degli stakeholder. La decisione, formalizzata con un decreto, evita così di aprire un dibattito sulle singole posizioni, ma riporta il dossier al punto di partenza.

Il Nitag, che fornisce pareri tecnici sulle strategie vaccinali, si trova ora in una fase di stallo, mentre si attendono i criteri per le prossime nomine. Quello che appare chiaro è l’intenzione di evitare ulteriori controversie, dopo un episodio che ha riacceso il dibattito sulle garanzie di indipendenza e competenza degli organi consultivi.

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