Biathlon, Giacomel incanta ancora a Hochfilzen: secondo nell’inseguimento dopo il trionfo in sprint
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Redazione Sport
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La sequenza vincente di Tommaso Giacomel, che pure si è interrotta sul gradino più alto, non conosce flessioni e proietta l’azzurro al centro della scena mondiale. A Hochfilzen, teatro di una prova di inseguimento tiratissima, il biatleta trentino ha confermato — dopo l’esplosivo successo di ventiquattr’ore prima — una condizione di assoluto rilievo, sfiorando la doppietta e arrendendosi soltanto alla perfezione tecnica del francese Eric Perrot. Quest’ultimo, protagonista di una performance impeccabile in ogni dettaglio, ha mantenuto la poltrona di tiratore scelto senza concedere nulla, costringendo Giacomel a un inseguimento serrato, purtroppo non sufficiente per agguantare la vetta. L’italiano, del resto, aveva già dato prova del suo stato di grazia nella sprint, una gara vinta con l’autorità di chi sa di poter ambire a traguardi ambiziosi, e nell’inseguimento ha ripetuto la medesima solidità, compromessa da un unico errore al poligono che, in un contesto di così elevata competizione, si è rivelato decisivo per gli equilibri finali.
Una rivalità che segna l'era
Quello che si è visto sulle piste austriache, al di là del puro risultato di giornata, ha il sapore di un duello destinato a prolungarsi. Giacomel e Perrot, infatti, appartengono a una generazione che sta ridisegnando i confini della specialità, imponendo ritmi e qualità tecniche che innalzano l’asticella della competizione. La loro contrapposizione, fatta di stima reciproca e di una sana competitività, regala al biathlon internazionale un punto di interesse primario, come dimostra la classifica generale della Coppa del Mondo dove il trentino, grazie a questo secondo posto, ha consolidato la sua posizione di vertice. Si tratta di elementi, questi, che lasciano intravedere un percorso ancora in ascesa per l’atleta italiano, il cui rendimento — caratterizzato da una notevole fluidità sugli sci e da una freddezza al fuoco ormai consolidata — lo colloca tra i protagonisti fissi della stagione.
La tenacia azzurra non basta contro il muro francese
La gara di Hochfilzen, nel suo svolgimento, ha visto Giacomel partire con il fardello del bibendum da leader, derivante dalla vittoria in sprint, e gestire la pressione con il piglio di un veterano. La sua rimonta, dopo l’errore di tiro, è stata comunque di quelle che impressionano gli addetti ai lavori, un mix di potenza e resistenza che pochi possono permettersi. Ciononostante, il muro eretto da Perrot si è rivelato invalicabile: il francese, che non ha sbagliato un solo bersaglio nelle quattro sessioni di tiro, ha amministrato il vantaggio con freddezza, trasformando l’inseguimento in una dimostrazione di controllo. A Giacomel, dunque, non è rimasto che accontentarsi della piazza d’onore, un risultato che, se privato dell’immediatezza della vittoria, assume comunque un peso specifico elevatissimo nel contesto di Coppa del Mondo e conferma la straordinaria regolarità di rendimento dell’azzurro in questa fase iniziale della rassegna.
Il cammino verso la consistenza
Osservando il percorso di Tommaso Giacomel, ciò che colpisce maggiormente è la capacità di mantenersi su livelli di eccellenza in gare consecutive e di diversa tipologia, un fattore che distingue i semplici talenti dai potenziali dominatori di una disciplina. Le due prove austriache, nel loro complesso, rappresentano un statement di notevole portata, un’affermazione di maturità che va ben al di là del podio occasionale. La solidità dimostrata in ogni frazione della competizione — dalla partenza alla fase di tiro, fino alla gestione degli sci nelle condizioni variabili della pista — delinea il profilo di un atleta completo, le cui ambizioni possono ormai spingersi verso traguardi fino a ieri considerati lontani. Il biathlon italiano, da parte sua, ritrova in questo giovane campione un punto di riferimento solido, capace di trainare con i fatti e di imporsi all’attenzione globale.




