Agguato al bus dei tifosi, il Viminale vieta le trasferte a Pistoia e Rieti
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Redazione Interno
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In seguito all'agguato, costato la vita all'autista Raffaele Marianella, il ministero dell'Interno ha adottato un provvedimento che sancisce la sospensione delle trasferte per i tifosi delle due società coinvolte nell'episodio di violenza. La decisione, che giunge in un momento di forte tensione, mira a prevenire il ripetersi di simili tragedie, intervenendo direttamente sulla mobilità delle tifoserie. Matteo Piantedosi, ministro dell'Interno, ha firmato l'ordinanza che impone restrizioni differenziate per le due squadre, di fatto interrompendo la consueta dinamica degli spostamenti per le gare esterne.
Le misure restrittive per le squadre
Il provvedimento del Viminale, articolato in modo specifico, dispone per la società Pistoia Basket 2000 la chiusura dei settori ospiti negli impianti di trasferta fino al 31 dicembre 2025. Alla Rsr Sebastiani Rieti, invece, viene imposto il medesimo divieto per l'intera durata della stagione agonistica, includendo in questo lasso di tempo anche eventuali play off e play out. A ciò si aggiunge, per entrambi i casi, il divieto di vendita dei biglietti d'ingresso per le partite in trasferta ai residenti nelle province di Rieti e Pistoia, una misura che mira a scoraggiare qualsiasi tentativo di eludere le limitazioni.
L'episodio che ha scatenato la reazione
L'episodio alla base della decisione governativa è la sassaiola contro il pullman che trasportava i tifosi del Pistoia Basket, un agguato durante il quale un sasso, lanciato contro il veicolo, ha colpito mortalmente Raffaele Marianella. L'autista, un 65enne che stava semplicemente svolgendo il proprio lavoro, è stato colpito al collo ed è deceduto in seguito alle ferite riportate, una tragedia che ha profondamente scosso non solo il mondo dello sport ma l'opinione pubblica tutta. I funerali di Marianella si sono tenuti a Cesano, segnando un momento di lutto collettivo e di riflessione sulla violenza che talvolta si annida nelle rivalità sportive.
Le indagini e i risvolti giudiziari
Parallelamente all'azione del Viminale, le indagini della magistratura procedono per ricostruire le dinamiche precise dell'accaduto e individuare tutte le responsabilità. Sono già stati eseguiti tre arresti in relazione alla sassaiola, mentre un quarto individuo, presente nella stanza al momento degli arresti, è finito nel mirino degli investigatori. Sebbene non sia formalmente indagato, anche a quest'uomo, come ad altre tredici persone, è stato prelevato un campione di Dna tramite tampone salivare, un atto presentato come volontario. Dalle intercettazioni ambientali in questura, è emersa una sua frase, pronunciata forse senza piena consapevolezza di essere ascoltato: «Lo sau chi è stato», un'affermazione che gli inquirenti stanno valutando con la massima attenzione.




