Agguato al bus dei tifosi, il Viminale vieta le trasferte a Rieti e Pistoia
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Redazione Interno
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Il ministero dell'Interno, attraverso un provvedimento firmato dal ministro Matteo Piantedosi, ha disposto la sospensione delle trasferte per i tifosi delle società di basket Pistoia Basket 2000 e Rsr Sebastiani Rieti, le quali, com'è noto, sono state coinvolte nei gravi incidenti culminati con la morte dell'autista Raffaele Marianella. La decisione, che si inserisce in un contesto di accertata emergenza pubblica, stabilisce per la squadra toscana la chiusura dei settori ospiti negli impianti di trasferta fino al prossimo 31 dicembre, mentre per la formazione laziale il divieto si estenderà per l'intera durata della stagione agonistica, includendo anche eventuali fasi di play-off o play-out. A corredo della misura, è stato introdotto anche il divieto di vendita dei biglietti per le gare in questione ai residenti nelle province di Pistoia e Rieti, un accorgimento volto a scongiurare qualsiasi tentativo di elusione delle restrizioni imposte.
Il provvedimento del Viminale
Il provvedimento, che giunge a poca distanza dai funerali di Raffaele Marianella, il sessantacinquenne deceduto in seguito all'aggressione subita dal pullman che stava guidando, rappresenta una risposta immediata e rigorosa a un episodio di violenza che ha profondamente scosso il mondo dello sport e non solo. Le indagini, coordinate dalla magistratura, procedono senza sosta e si concentrano sulla ricostruzione minuziosa della dinamica, la quale, stando a quanto emerso, avrebbe visto come protagonisti un gruppo di individui, alcuni dei quali già identificati dalle forze dell'ordine. La misura adottata dal Viminale, per quanto drastica, mira a garantire il regolare svolgimento del campionato, privandolo però, seppure temporaneamente, di uno dei suoi elementi costitutivi più caratterizzanti: il calore e, purtroppo a volte, la contrapposizione del pubblico nelle tribune.
Lo scenario delle indagini
Parallelamente all'azione amministrativa, le investigazioni proseguono lungo un duplice binario, che da un lato analizza le responsabilità penali individuali per l'omicidio di Marianella e dall'altro indaga sul tessuto delle tifoserie organizzate. Elementi di particolare interesse investigativo sono emersi dalle intercettazioni ambientali raccolte nella questura, dove alcune persone, ignare di essere ascoltate, hanno rilasciato dichiarazioni ritenute significative dagli inquirenti. In tale frangente, un giovane già sottoposto alla misura cautelare del braccialetto elettronico, pur non essendo al momento formalmente indagato per i fatti della sassaiola, è stato sentito e ha fornito, come altri, un campione di Dna volontariamente. Le sue parole, sebbene di non immediata interpretazione, sono state registrate e confluiscono nel ricco dossier a disposizione della procura.
Le misure di prevenzione
La chiusura dei settori ospiti e il blocco della vendita dei biglietti per i residenti nelle aree interessate costituiscono una delle forme di prevenzione più incisive previste dall'ordinamento, la cui applicazione in ambito sportivo è stata più volte confermata dalla giurisprudenza. Tali strumenti, sebbene incidano sulla libertà di movimento e di associazione dei tifosi non coinvolti in atti violenti, sono giustificati dalla necessità primaria di assicurare l'incolumità pubblica e di prevenire il ripetersi di episodi di teppismo che, come dimostrato dal caso in esame, possono avere esiti tragici e irreparabili. L'obiettivo dichiarato è quello di permettere alle squadre di giocare in un clima di sicurezza, isolando quei frangenti di antagonismo che troppo spesso degenerano in scontri e aggressioni.




