Il cardinale Re presiederà le esequie di Francesco, mentre tra i porporati si accendono le manovre per il conclave
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Redazione Interno
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Giovanni Battista Re, decano del Collegio cardinalizio, sarà il celebrante delle esque solenni di papa Francesco, in programma sabato alle 10 sul sagrato di San Pietro. Non è la prima volta che gli tocca un compito così gravoso: già due anni fa, il 5 gennaio 2023, aveva guidato la messa funebre per Benedetto XVI, in virtù del medesimo ruolo. Oltre alla liturgia, a Re spetta il delicato incarico di coordinare i rapporti con i capi di Stato e di supervisionare l’organizzazione della cerimonia, che richiederà una macchina logistica complessa, data l’affluenza prevista.
Mentre la Santa Sede si prepara al lutto ufficiale, però, tra i porporati sono già iniziate le prime mosse, sotterranee ma significative, in vista del conclave. La convocazione delle congregazioni generali, annunciata a meno di 24 ore dalla morte del pontefice, ha suscitato malumori tra alcuni cardinali, che hanno parlato di "fretta indecorosa". «Qui fanno già i conti», ha borbottato un porporato sotto condizione di anonimato, lasciando trapelare tensioni che sembrano riportare in superficie antichi dissapori.
Del resto, lo stesso Francesco, in un’occasione passata, aveva ironizzato sulla dinamica inevitabile che segue ogni vacanza del soglio pontificio: «Basta un ricovero in ospedale perché si organizzino cene e riunioni per il nuovo papa». E infatti, già durante l’ultimo ricovero del pontefice, alcuni gruppi di cardinali avevano iniziato a confrontarsi, seppur informalmente, sulle possibili linee di successione. Un atteggiamento che, come aveva osservato con realismo lo stesso Bergoglio, rientra nella natura umana delle istituzioni, persino in quelle sacre.




