Spin Time, il Campidoglio punta all'acquisto: lunedì l'incontro decisivo con la proprietà

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Neonati, bambini e adolescenti costretti a dormire sulle brandine della Protezione Civile o negli spazi condizionati del Polo civico dell’Esquilino. È questa la condizione in cui versano i più di 90 minori coinvolti, insieme alle loro famiglie, nelle conseguenze del rogo che, divampato nella notte tra il 29 e il 30 luglio, ha portato al sequestro giudiziario e al conseguente sgombero di Spin Time Labs, lo stabile privato in via Santa Croce in Gerusalemme occupato da anni a uso abitativo.

La drammatica emergenza che tiene con il fiato sospeso il quartiere e l'intera capitale ha innescato un complesso braccio di ferro politico-istituzionale, mentre il Campidoglio ha messo sul piatto una proposta concreta per uscire dall'impasse: l'acquisto dell'intero immobile. Un'ipotesi che, dopo le interlocuzioni di questi giorni, ha finalmente trovato una parziale apertura da parte della proprietà, aprendo così la strada a un faccia a faccia decisivo fissato per lunedì.

La strategia del Comune e la sfida del rientro

L'obiettivo dichiarato da Roma Capitale è duplice: garantire un rientro immediato, seppur graduale, delle famiglie all'interno dello stabile e gettare le basi per una soluzione strutturale che trasformi l'edificio in un polo di edilizia residenziale pubblica. Nel corso di un'assemblea pubblica tenutasi davanti ai cancelli chiusi di Spin Time, l'assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative, Tobia Zevi, ha ribadito la posizione dell'amministrazione: "Roma Capitale ha confermato la sua posizione, noi crediamo che l'esperienza dello Spin Time debba essere salvaguardata.

L'immobile deve essere trasformato in un edificio residenziale con finalità Erp, ma su questo la proprietà deve essere d'accordo". Un percorso che il Campidoglio intende portare avanti sul modello già sperimentato in via Lucio Calpurnio Bibulo 13, dove una precedente occupazione si è trasformata in un progetto abitativo condiviso.

Tuttavia, il rientro degli occupanti non sarà né immediato né semplice, come ha sottolineato lo stesso Zevi, poiché l'edificio è attualmente gravato da due distinti sequestri: uno preventivo legato all'occupazione abusiva, risalente al 2013, e uno probatorio disposto dopo il rogo per consentire le indagini della Procura.

L'offerta del Campidoglio e l'apertura della proprietà

La mossa del Campidoglio, che rilancia l'acquisto dello stabile dopo un primo tentativo andato a vuoto, arriva in un momento di forte tensione, con oltre 400 sfollati che hanno passato ormai due notti all'addiaccio o in strutture di fortuna. Il sindaco Roberto Gualtieri, intervenuto sulla questione, ha confermato l'impegno totale dell'amministrazione: "Abbiamo messo sul tavolo, come era nel nostro piano casa, anche una proposta di acquisto dell'immobile e di fasi intermedie per consentire, appena sarà possibile (ci sono dei vincoli giuridici), un rientro".

Il rogo, che sarebbe stato originato da un cortocircuito durante l'uso di un trapano in un'officina al piano terra, ha rapidamente reso l'edificio inagibile, costringendo gli agenti della polizia di Stato e i vigili del fuoco a interdire l'accesso. E mentre la Procura ha aperto un fascicolo per incendio colposo, la proprietà dell'immobile, il "Fondo immobiliari pubblici" gestito dalla società "Investire immobiliare Sgr", per la prima volta ha mostrato un'apertura verso le richieste del Comune.

Una disponibilità che ha permesso di aggiornare il tavolo tecnico in Prefettura, al quale hanno partecipato anche il prefetto Lamberto Giannini e il vicario generale della Diocesi di Roma, monsignor Baldo Reina, a lunedì prossimo.

La precarietà dei minori e il grido d'allarme di Save the Children

Mentre la politica discute del futuro dell'immobile, la situazione umanitaria resta drammatica. L'ong Save the Children ha lanciato un forte allarme per la sorte dei più piccoli, sottolineando che le attuali sistemazioni, per quanto necessarie, sono "temporanee e precarie" e rischiano di aggravare ulteriormente le condizioni psicologiche di bambini e adolescenti.

L'organizzazione ha ricordato che "ogni bambina e ogni bambino ha il diritto di vivere in condizioni materiali e psicologiche adeguate" e ha chiesto un intervento immediato e coordinato per tutelare il loro benessere, aggravato anche dalle temperature estreme di questi giorni. La comunità di Spin Time, dal canto suo, non molla la presa e mantiene un presidio permanente sotto lo stabile, rifiutando soluzioni abitative alternative e chiedendo a gran voce di poter fare rientro nella loro casa.

"Restiamo in strada fino a che non torneremo a casa" è il mantra che risuona tra i manifestanti, mentre la tensione con le forze dell'ordine resta alta e la strada rimane chiusa al traffico.

Lo scontro politico: acquisto e legalità

La prospettiva di un acquisto pubblico dell'immobile ha immediatamente riacceso lo scontro politico tra il Campidoglio e le opposizioni. Il governatore del Lazio, Francesco Rocca, ha frenato l'entusiasmo del sindaco, dichiarando che, qualora l'edificio fosse acquistato, "deve rientrare nelle graduatorie pubbliche e dunque messo a disposizione degli aventi diritto. Non c'è un diritto maturato con la violenza e l'occupazione".

Sul fronte opposto, l'opposizione di centrodestra, con il coordinatore regionale di Fratelli d'Italia Paolo Trancassini, ha parlato di un "grave e sbagliato atto politico", accusando la giunta di voler "premiare chi non rispetta le regole" con i soldi dei cittadini romani. Una critica che il sindaco Gualtieri ha respinto al mittente, definendo "vergognoso" l'atteggiamento di chi "considera una cosa positiva che ci siano bambini in strada, al caldo e senza una sistemazione".

Sul fronte opposto, il Partito Democratico e le forze di sinistra, come Alleanza Verdi e Sinistra, hanno invece espresso pieno sostegno alla linea del Comune, schierandosi contro ogni tentativo di sgombero e a favore di una soluzione che tuteli le persone più fragili.

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