Nuova esplosione a Mosca, uccisi due poliziotti: Kiev li accusa di torture

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Una nuova detonazione, la seconda nel giro di pochi giorni, ha squarciato la notte di Mosca, insanguinando una strada nel sud della capitale. Un ordigno, secondo quanto reso noto dall'ufficio stampa del Comitato Investigativo Russo, è esploso mentre due agenti della polizia stradale fermavano un uomo, uccidendo tutti e tre. L'episodio, che segue da vicino l'attentato in cui perse la vita il generale Fanil Sarvarov, si è consumato a circa trecento metri dal luogo della prima esplosione, disegnando una inquietante traiettoria di violenza nel medesimo quartiere.

Le dichiarazioni dei servizi ucraini

Fonti dei servizi di intelligence militare ucraina, il Gur, hanno successivamente rivendicato un ruolo informativo sulla vicenda, affermando che i due poliziotti deceduti avevano precedentemente partecipato alle operazioni di guerra in Ucraina. Secondo queste indiscrezioni, diffuse a diversi media tra cui Rbc Ucraina, gli agenti non si sarebbero limitati a combattere ma si sarebbero macchiati di torture ai danni di prigionieri di guerra ucraini. La stessa fonte ha aggiunto che l'attentatore sarebbe un residente di Mosca, motivato da una profonda contrarietà alle politiche portate avanti dal Cremlino.

Il contesto delle dichiarazioni di Zelensky

La notizia dell'attentato moscovita giunge in un momento di altissima tensione verbale, mentre il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si insedia alla Casa Bianca. Poche ore prima dell'esplosione, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nel suo discorso alla vigilia del Natale ortodosso, aveva usato toni di forte contrapposizione. Pur senza nominarlo direttamente, Zelensky ha definito la morte del presidente russo Vladimir Putin un "sogno condiviso" per gli ucraini, sottolineando come la Russia, "nonostante tutte le sofferenze che ha portato", non sia mai riuscita a scalfire l'unità nazionale del paese invaso.

La dinamica e le indagini

Le autorità investigative russe stanno ora esaminando ogni dettaglio dell'accaduto, concentrandosi sulla natura dell'ordigno e sulle movimentazioni del sospettato, deceduto anch'egli nell'esplosione. La scelta del luogo, così prossimo alla scena del primo attentato, solleva interrogativi sulla possibile esistenza di una regia o, quantomeno, di un emulatore. La versione ucraina, che dipinge i poliziotti come veterani coinvolti in crimini di guerra, se confermata, aggiungerebbe un ulteriore strato di complessità politica a un episodio già di per sé gravissimo, inserendolo nel solco del conflitto che continua a infiammare il fronte orientale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.