Morto Fabio Visconti dopo quattro anni di agonia per il pestaggio di Orta Nova

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Si è chiusa sabato 25 aprile, in quel di Orta Nova, una vicenda giudiziaria e umana che aveva segnato profondamente la Capitanata: Fabio Visconti, il 37enne rimasto vittima di un’aggressione brutale avvenuta il 2 ottobre 2021, non ce l’ha fatta. Il decesso, avvenuto dopo un calvario durato quattro anni e mezzo che lo ha tenuto lontano dalla vita cosciente, trasforma quella che era una condanna per lesioni gravissime in un caso di omicidio preterintenzionale de facto, sebbene la magistratura dovrà ora valutare eventuali aggravanti o la riconversione dei capi d’imputazione per i responsabili.

La notte del 2 ottobre 2021 e l’aggressione per futili motivi

Tutto ebbe origine nei pressi di un bar di Stornara, comune limitrofo a quello di residenza della vittima. Quella sera, un diverbio banale – alimentato da ragioni mai del tutto chiarite ma riassunte negli atti come “futili motivi” – degenerò rapidamente in violenza. Fabio Visconti, che all’epoca aveva 32 anni, veniva raggiunto insieme al fratello gemello da un gruppo di giovani. Se il fratello, seppur aggredito, la scampò con ferite giudicate lievi, per Fabio il costo fu tragico: calci e pugni sferrati con violenza inaudita gli causarono un trauma facciale devastante, con fratture multiple alle ossa nasali e lesioni che avrebbero richiesto immediati interventi chirurgici. La dinamica, ricostruita dai carabinieri di Cerignola insieme alla stazione di Stornara sotto il coordinamento della Procura di Foggia, non lasciò dubbi sulla ferocia dell’aggressione, avvenuta sotto gli occhi di alcuni testimoni che hanno permesso di delineare le responsabilità penali.

Il lungo calvario medico tra coma e speranze

Nonostante il ricovero immediato, il giorno successivo al pestaggio le condizioni del ragazzo precipitarono in modo drammatico. Ricoverato in ospedale in attesa di un intervento per la riduzione delle fratture al volto, i sanitari lo trovarono riverso a terra in stato di incoscienza, con una copiosa emorragia interna alla testa che richiese un intervento neurochirurgico d’urgenza. Da quel momento, Fabio Visconti non si è mai più ripreso: entrato in coma, ha trascorso oltre quattro anni tra terapie intensive, sale operatorie e reparti di rianimazione, senza mai fare ritorno alla vita che conosceva. Una agonia lunga 1.600 giorni, come hanno ricordato i familiari, che ha visto una famiglia intera assistere impotente al lento spegnersi di un figlio e di un fratello, fino all’epilogo della serata del 25 aprile.

Le condanne dei due aggressori di Stornara

Il procedimento giudiziario, avviato subito dopo i fatti, aveva già portato a una sentenza definitiva ben prima della morte della vittima. L’autorità giudiziaria ha condannato due giovani, entrambi residenti a Stornara, ritenuti responsabili dell’assalto. Per l’aggressore che sferrò il pugno ritenuto letale – o comunque quello che causò le lesioni più gravi – il tribunale ha inflitto una pena di 6 anni e 8 mesi di reclusione per lesioni personali gravissime. Il secondo coinvolto, che ha avuto un ruolo marginale ma comunque determinante nell’accerchiamento e nella rissa, ha invece riportato una condanna a 2 anni, beneficiando delle attenuanti generiche. Con la morte di Visconti, avvenuta a distanza di anni, il reato potrebbe subire una riqualificazione giuridica, passando potenzialmente a forme di omicidio preterintenzionale, seppur la lontananza temporale tra il pugno e il decesso rappresenti un tema complesso per i consulenti della procura.

L’ultimo saluto nella chiesa del SS. Crocifisso

La comunità di Orta Nova si è stretta attorno alla famiglia nella domenica pomeriggio del 26 aprile, quando la salma di Fabio Visconti è stata accompagnata nella chiesa del SS. Crocifisso per l’ultima veglia funebre. Un addio che porta con sé il peso di una ingiustizia difficile da sanare: la madre Lucia, il padre Vittorio e i fratelli hanno ricevuto le condoglianze di un paese intero, che non aveva dimenticato il volto di quel ragazzo la cui esistenza è stata spezzata in una notte di ordinaria follia.

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