Fiorello veste i panni di Sandokan e strizza l'occhio a Can Yaman: "La mia eterosessualità ha vacillato"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’appuntamento quotidiano con “La Pennicanza” su Rai Radio2, che va in onda dal lunedì al venerdì alle 13:45 per quarantacinque minuti di satira e improvvisazione, ha visto ancora una volta Fiorello e Biggio protagonisti di una gag elaborata, la quale, com’è nello stile del programma, ha mescolato citazioni popolari e una pungente ironia verso l’attualità televisiva. Lo showman, infatti, ha deciso di aprire la puntata indossando i panni del celebre personaggio letterario Sandokan, la “Tigre della Malesia”, in una evidente allusione alla nuova serie televisiva prodotta dalla Rai e interpretata dall’attore turco Can Yaman, la cui trasmissione ha recentemente suscitato un notevole dibattito per gli ascolti e per le scelte artistiche.

La satira sui retroscena della serie e sulla fatica dell'attore

Proprio partendo da quel costume, Fiorello ha immediatamente costruito una narrazione comica intorno allo show, dichiarando con la consueta iperbole: “Ieri ha fatto il 90%, i vertici Rai sono andati da Salgari a defibrillarlo per far scrivere altre storie!”. Una battuta che, se da un lato strizza l’occhio allo share ottenuto dalla prima puntata, dall’altro ironizza sull’operazione di rivisitazione di un classico, suggerendo l’idea di un autore, Emilio Salgari, che dall’aldilà possa essere “rianimato” per produrre nuovi materiali. Il monologo è poi proseguito concentrandosi sulla figura dell’interprete principale, di cui sono stati messi in luce – sempre in tono scherzoso – la dedizione e i sacrifici fisici, come il perdere dieci chili e il lavorare sedici ore al giorno, elementi che avrebbero, a detta del comico, temporaneamente offuscato il suo fascino.

La battuta che ha fatto il giro del web

“Ieri infatti non era affatto figo… appena l’ho visto ho detto: ‘ma chi è? Lady Gaga?!’” ha aggiunto Fiorello, costruendo un contrasto comico tra l’icona di mascolinità che il personaggio rappresenta e un’immagine di stanchezza e trasformazione. Ma è stata la successiva dichiarazione, rilasciata con tono tra il serio e il faceto, a catturare maggiormente l’attenzione del pubblico e a diventare virale nelle ore successive alla messa in onda. “Lo ammetto: guardando Can Yaman, la mia eterosessualità ha vacillato” ha confessato lo showman, utilizzando una frase incidentale che, nel suo esplicito paradosso, ha voluto sia riconoscere il carisma dell’attore sia sdrammatizzare, attraverso l’autoironia, qualsiasi lettura troppo letterale del commento stesso, mantenendolo saldamente nell’ambito della battuta satirica.

Il format che continua a mixare costume e attualità

L’episodio conferma, peraltro, la cifra stilistica del programma condotto insieme a Biggio, il quale trova proprio nella capacità di leggere e deformare con rapidità i fatti di cronaca mediatica e dello spettacolo uno dei suoi punti di forza maggiori. La scelta di vestire i panni di Sandokan, del resto, non è un semplice espediente goliardico ma rappresenta un collegamento immediato con un prodotto di grande richiamo per il pubblico italiano, permettendo di costruire una sequenza comica coerente e attuale. La trasmissione, nel suo consueto quarto d’ora prolungato, dimostra così di saper sfruttare al meglio il mezzo radiofonico, dove l’improvvisazione e la parola – arricchita da effetti sonori e cambi di tono – creano immagini vividhe negli ascoltatori, senza bisogno di una regia visiva.

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