Stellantis, Filosa frena su Mirafiori e apre a intese con Volkswagen e Renault
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Redazione Economia
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Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis, ha scelto il Salone dell'Auto di Parigi per dettare la linea industriale del gruppo in Europa. Durante un incontro con la stampa italiana, il manager ha affrontato il tema dell'eventuale secondo modello da produrre a Mirafiori, raffreddando gli entusiasmi suscitati dalle dichiarazioni di Arnaud Belloni, numero uno di Fiat, Abarth e Lancia, che aveva aperto all'ipotesi di una vettura nello stile della Citroën 2CV.
«Ci piace molto Mirafiori e stiamo facendo tutto il possibile, ma per fare di più abbiamo bisogno che le istituzioni ci aiutino a creare le condizioni necessarie per essere competitivi, a partire da un costo dell'energia competitivo e da una logistica più efficiente», ha dichiarato Filosa, indicando nella competitività industriale il prerequisito per qualsiasi nuovo investimento nello storico impianto torinese.
I numeri della produzione italiana e il nodo energetico
Filosa ha fornito un quadro della produzione italiana definito di «moderata soddisfazione», con volumi in aumento del 30% e Mirafiori che ha raddoppiato la produzione rispetto all'anno precedente. «Non dico che i problemi siano stati risolti, ma i numeri si stanno muovendo nella direzione giusta», ha osservato, precisando però che restano due variabili decisive per la competitività degli stabilimenti: il costo del lavoro, sul quale i margini di intervento sono ridotti, e il costo dell'energia, che in Italia risulta più del doppio rispetto alla Spagna.
È su quest'ultimo fronte che il gruppo chiede un intervento concreto delle istituzioni, con un confronto definito «molto positivo» ma che necessita ora di tradursi in iniziative reali.
L'alleanza europea su CO2 ed E-Car
Sul fronte delle politiche industriali comunitarie, Filosa ha confermato la convergenza con Volkswagen e Renault su due temi centrali: la revisione delle normative sulle emissioni di CO2 e il regolamento sul Made in Europe. «Sono favorevole a sviluppare insieme tematiche comuni e difenderle insieme nelle sedi in cui dobbiamo farlo», ha affermato, sottolineando la necessità di recuperare rapidamente competitività attraverso maggiore flessibilità normativa, in particolare per i veicoli commerciali.
Quanto alle E-Car, il progetto di vetture elettriche accessibili sotto i 4,2 metri, Filosa ha chiarito che la richiesta all'Europa non è la creazione di un segmento a parte, bensì un supercredito nel calcolo della conformità agli obiettivi di CO2 per chi investe in auto piccole, elettriche e prodotte nel continente. «Una vettura da 15.000 euro, elettrica ed europea: è questo di cui abbiamo bisogno», ha spiegato, sgomberando il campo da interpretazioni che assimilierebbero il progetto a un quadriciclo.
Pomigliano, Cassino e il futuro di Maserati
Sul fronte degli stabilimenti italiani, Pomigliano d'Arco è già destinata a ospitare dal 2028 la produzione della E-Car, un modello elettrico del segmento B con prezzo compreso tra i 15.000 e i 20.000 euro, che affiancherà i modelli attualmente in linea. Il nodo ancora aperto resta Cassino, dove il futuro produttivo «dipende molto da Maserati» e dal piano strategico del marchio del Tridente che Stellantis presenterà a dicembre.
Il sito di Piedimonte San Germano attende risposte concrete dopo mesi di calo produttivo, con il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha chiesto garanzie occupazionali e la conoscenza del piano prima della scadenza fissata. Filosa ha confermato l'arrivo di una nuova Maserati Grecale nel 2027 e ha ribadito che su Maserati «non possiamo più sbagliare», definendo quello di dicembre un appuntamento decisivo per definire prodotto, tecnologie ed esperienza del cliente.
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