Strade Sicure, via libera in commissione Difesa: 3.200 militari in più e presidi in 61 capoluoghi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La commissione Difesa della Camera ha approvato la risoluzione che punta a rafforzare l'operazione Strade Sicure, portando da circa 6.800 a 10mila i militari impiegati sul territorio nazionale. L'incremento previsto è di 3.200 unità, da destinare alla sicurezza di città, stazioni ferroviarie e luoghi sensibili. La risoluzione, votata da tutta la maggioranza e di cui è primo firmatario il leghista Eugenio Zoffili, prevede anche l'estensione dei presidi militari ai 61 capoluoghi di provincia oggi sprovvisti e l'assunzione di nuovi carabinieri.

Le tensioni nella maggioranza e il pressing della Lega

L'intesa è arrivata dopo settimane di confronto acceso all'interno della coalizione. La Lega premeva da prima della pausa estiva per un aumento consistente del contingente, mentre Forza Italia e Fratelli d'Italia mantenevano una posizione più cauta. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, aveva espresso riserve sul potenziamento, frenando le richieste del Carroccio.

Nei giorni precedenti al voto, secondo quanto ricostruito, il segretario leghista Matteo Salvini avrebbe ricevuto rassicurazioni dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, favorevole a un rafforzamento dell'operazione.

La risoluzione impegna il governo ad assumere iniziative per aumentare il contingente, rafforzando i presidi statici e i pattugliamenti dinamici nelle città, ai confini, nelle stazioni ferroviarie e presso i siti sensibili, attraverso l'impiego urgente di almeno ulteriori 3.200 militari, previa copertura finanziaria e adeguamento logistico, formativo e normativo, fino all'assunzione di ulteriori unità, anche come ausiliari, dell'Arma dei carabinieri.

Cosa prevede l'operazione Strade Sicure

L'Esercito italiano conduce l'operazione Strade Sicure sul territorio nazionale ininterrottamente dal 4 agosto 2008, in virtù della legge 125 del 24 luglio 2008 e della successiva legge 178 del 30 dicembre 2020 che ne ha prorogato l'operazione in relazione alle straordinarie esigenze di prevenzione e contrasto della criminalità e del terrorismo. Il contingente impiegato agisce con le funzioni di agente di pubblica sicurezza a difesa della collettività, in concorso alle forze di polizia per il presidio del territorio e la vigilanza dei punti sensibili.

Il contingente ha subito variazioni significative negli ultimi anni. Si è passati dalle 7.050 unità del 30 giugno 2021 alle 6.000 unità fino al 30 giugno 2022, poi ridotte a 5.000 unità fino al 31 dicembre 2022. Il governo in carica ha successivamente rafforzato il dispositivo fino agli attuali 6.800 militari presenti in 58 province del territorio nazionale a presidio di circa 1.000 siti e aree sensibili, a cui si aggiungono gli 800 militari dell'operazione Stazioni Sicure.

L'estensione ai capoluoghi sprovvisti e le richieste territoriali

Uno dei punti centrali della risoluzione riguarda l'estensione dei presidi ai 61 capoluoghi di provincia attualmente privi di militari. Tra le città citate dal leader leghista figurano Alessandria, Pavia, Trento, Belluno, Pordenone, La Spezia, Ravenna, Arezzo, Pesaro, Terni, Latina, Pescara, Campobasso, Avellino, Lecce, Matera, Siracusa e Cagliari.

A livello locale, il partito ha già avviato iniziative analoghe in diverse regioni. In Lombardia, i consiglieri regionali Alessandra Cappellari e Alessandro Corbetta hanno depositato una mozione per estendere la presenza dei militari a tutti i capoluoghi lombardi, includendo Mantova, Cremona, Lecco, Lodi, Pavia e Sondrio, dove attualmente il servizio non è attivo. La Lombardia conta oltre 10 milioni di residenti e un volume quotidiano di spostamenti molto elevato, con particolare attenzione alle stazioni ferroviarie e ai nodi di trasporto pubblico.

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