Mutui casa a dicembre: tasso medio al 3,37%, lieve rialzo ma il costo del credito resta ben sotto i livelli del 2023
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Redazione Economia
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Il costo del denaro per chi acquista un’abitazione ha registrato a dicembre 2025 un incremento, seppur contenuto, portandosi a un tasso medio del 3,37% per le nuove operazioni. Questo dato, diffuso dall’Associazione Bancaria Italiana e riferito esclusivamente ai nuovi finanziamenti per l’acquisto della casa, segna una piccola salita rispetto al 3,30% del mese di novembre, confermando una fase di relativa stabilità dopo i forti rialzi del periodo precedente. La tendenza, tuttavia, appare complessivamente rassicurante se si allarga lo sguardo al confronto annuale: soltanto dodici mesi prima, a dicembre del 2024, la media si attestava infatti al 3,11%, ma è guardando al 2023 che si misura la distanza percorsa, quando lo stesso indicatore toccava un ben più gravoso 4,42%. Una flessione significativa, dunque, che alleggerisce il carico per i nuovi mutuatari nonostante l’ultimo movimento al rialzo, il quale peraltro risente – come precisa l’Abi – delle variazioni nella composizione delle tipologie di finanziamento erogate, tra tassi fissi e variabili.
Il quadro complessivo del credito
Osservando l’intero stock dei prestiti alle famiglie, che include quindi tutti i mutui in essere e non soltanto quelli di nuova concessione, la situazione si mostra ancor più stabile: il tasso medio complessivo, infatti, è rimasto fermo al 3,97%, senza variazioni rispetto al mese precedente. Questa stabilità del costo sul totale del credito erogato, che riflette l’andamento dei tassi passati e la loro lenta ridefinizione nel portafoglio delle banche, si accompagna a una vivace dinamica delle erogazioni. A dicembre, l’ammontare complessivo dei prestiti a famiglie e imprese è cresciuto del 2,3% su base annua, accelerando leggermente rispetto al +2,1% registrato a novembre. Un segnale di fiducia che si prolunga nel tempo, soprattutto per le famiglie, per le quali si tratta ormai del dodicesimo mese consecutivo di incrementi, mentre per il mondo produttivo la crescita prosegue da sei mesi.
Il fronte del credito alle imprese
Sul versante delle aziende, la fotografia scattata dall’Abi rivela un costo del finanziamento in aumento, seppur contenuto entro parametri che rimangono vantaggiosi nel confronto storico. Il tasso medio sulle nuove operazioni di credito alle imprese è salito a dicembre al 3,64%, partendo dal 3,52% del mese di novembre. Anche in questo caso, però, il dato va letto nella giusta prospettiva temporale: appena due anni fa, nello stesso mese del 2023, le imprese affrontavano tassi medi sul nuovo credito prossimi al 5,45%, un livello che rendeva gli investimenti molto più onerosi e che oggi appare lontano. La crescita dei finanziamenti, d’altronde, dimostra come la domanda di credito da parte delle aziende rimanga sostenuta nonostante il modesto rialzo dei tassi, suggerendo una propensione agli investimenti che le banche continuano a soddisfare.
Trend e prospettive del mercato
Il quadro che emerge dal rapporto mensile dell’associazione di categoria delinea un mercato del credito solido e in espansione, dove la leggera oscillazione dei tassi sui mutui casa non intacca un ciclo positivo di erogazioni. La ripresa della domanda di finanziamenti, che si protrae ormai da diversi mesi per entrambe le componenti, famiglie e imprese, rappresenta un indicatore chiave della tenuta economica, in un contesto internazionale che vede, tra gli altri fattori, la nuova amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La stabilità del tasso medio sullo stock totale dei prestiti, unita alla dinamica delle nuove concessioni, dipinge uno scenario in cui le condizioni di accesso al credito, pur non essere più eccezionalmente agevolate come in alcuni periodi precedenti, si mantengono comunque su livelli sostenibili, lontani dai picchi che avevano caratterizzato la fase più acuta della stretta monetaria.




