Sanremo 2026, tre settimane dopo: tra numeri da capogiro e crolli in classifica
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A venti giorni esatti dalla chiusura del sipario sull’Ariston, la fotografia delle classifiche musicali italiane restituisce un quadro che, se da un lato celebra il dominio incontrastato del Festival, dall’altro ne rivela la fragilità strutturale una volta che l’onda lunga dell’evento comincia a ritirarsi. I dati forniti dalla FIMI, incrociati con le rilevazioni radiofoniche, raccontano una storia fatta di exploit improvvisi e altrettanto rapidi cedimenti. Se nella top 10 dei dischi più venduti il monopolio sanremese è pressoché totale – fatta eccezione per “Perdutamente” di Achille Lauro, brano che, pur non essendo in gara, ha goduto della ribalta dell’ospitalità nella seconda serata –, è nella tenuta settimanale che emergono le disparità più evidenti.
Samurai Jay, con “Ossessione”, continua a macinare numeri da capogiro: il singolo si conferma per la terza settimana consecutiva il più venduto in Italia, una marcia che pochi, tra i colleghi in gara, sono riusciti a contrastare. Dietro di lui, a completare il podio nella classifica FIMI, troviamo “Tu mi piaci tanto” di Sayf e “Per sempre sì” di Sal Da Vinci. Proprio quest’ultimo, vincitore della kermesse, rappresenta il caso forse più clamoroso di doppio binario tra successo discografico e tenuta radiofonica: se nei passaggi in streaming resiste ancora sul gradino più alto del podio, nella classifica dei brani più trasmessi dalle emittenti è già uscito dalla top ten. Un’inversione di tendenza che lascia intendere come il consenso popolare, registrato in presa diretta all’Ariston, non sempre si traduca in una persistenza automatica nel circuito delle radio.
A guidare invece la classifica radiofonica, con una presenza costante e in crescita, è “Che fastidio!” di Ditonellapiaga, che si prende la vetta scalzando gran parte dei colleghi; alle sue spalle si posizionano Sayf e Samurai Jay, confermando un terzetto di testa che sembra resistere meglio alla dispersione tipica del post-Festival. Altrettanto interessante è il comportamento di Fulminacci: “Stupida sfortuna” guadagna una posizione (+1) nella classifica generale dei singoli, attestandosi all’8° posto, e si fa largo scalzando artisti di maggiore tradizione radiofonica. Un movimento che, unito al +1 di Tommaso Paradiso con “I romantici” (ora al 7° posto generale, con un -2 nel rapporto tra le due classifiche), suggerisce una capacità di penetrazione mediatica più lenta, ma sorprendentemente stabile per due profili che, pur affermati, hanno costruito il loro successo su pubblici spesso distanti tra loro.
Il dato forse più rilevante, tuttavia, riguarda la tenuta generale del repertorio sanremese a sole tre settimane dalla fine. Molti brani già mostrano una flessione preoccupante, e più di uno è letteralmente scomparso dalle posizioni alte delle classifiche, sia in streaming che nel comparto radio. Il crollo di Sal Da Vinci nella classifica airplay, con un -4 che lo porta all’11° posto (e un -8 rispetto alla settimana precedente), è solo il segnale più evidente di una debolezza strutturale che accomuna diversi artisti. Fedez e Masini, con “Male necessario”, restano fermi al 15° posto ma subiscono un -3 nel computo generale, mentre Malika Ayane e Maria Antonietta & Colombre oscillano nelle ultime posizioni della top ten, vittime di una rotazione radiofonica che, dopo l’entusiasmo iniziale, tende a premiare solo chi riesce a imporsi come “tormentone” immediato.
Samurai Jay, al contrario, continua a correre fortissimo, tanto che il suo “Ossessione” è diventato un caso discografico a sé stante: l’unico, insieme a Sayf e Ditonellapiaga, a mantenere un doppio primato nelle due classifiche di riferimento. Un dominio che, se letto in controluce, spiega anche il successo trasversale di Fulminacci, la cui capacità di parlare a un pubblico giovane e contemporaneo sta restituendo numeri inattesi, capaci di mettere in ombra persino alcuni dei big più attesi di questa edizione. La musica, in fondo, segue le sue leggi imperscrutabili, e il distacco dal palco dell’Ariston diventa per molti un banco di prova spietato: resistono quelli capaci di trasformare la visibilità in un’abitudine d’ascolto, gli altri si dissolvono nel flusso incessante delle proposte radiofoniche.
I numeri della FIMI e il dominio di Samurai Jay
La fotografia scattata dalla classifica dei singoli più venduti, di concerto con i dati forniti da FIMI, consegna un quadro di assoluta egemonia del Festival, ma anche di polarizzazione degli ascolti. Con Samurai Jay saldamente al comando per la terza settimana, il podio viene completato da Sayf e Sal Da Vinci, unico rappresentante della top three a pagare dazio nel passaggio alla rotazione radiofonica. “Tu mi piaci tanto”, il brano di Sayf, continua a mantenere una presenza stabile, mentre alle sue spalle J-Ax con “Italia starter pack” guadagna una posizione (ora 10°), consolidando il proprio pubblico senza particolari picchi ma senza nemmeno subire i crolli verticali che hanno colpito altri concorrenti.
A sorprendere, ancora una volta, è il caso di Fulminacci: il suo “Stupida sfortuna”, pur partendo da una posizione defilata durante le serate finali, riesce a guadagnare una posizione nell’ultima settimana, portandosi all’8° posto assoluto e pareggiando il risultato di Tommaso Paradiso nella classifica generale. Quest’ultimo, pur rimanendo stabile al 10° posto nella classifica dei singoli, subisce un -2 nel rapporto incrociato con la classifica radio, segno di un’attenzione che si mantiene alta ma non sufficiente a scavalcare la concorrenza più immediata.
Il crollo in radio e la fuga dai tormentoni
La fotografia delle radio, spesso più reattiva alle mode e ai cambiamenti di umore del pubblico, sancisce una gerarchia quasi opposta rispetto alla top ten FIMI. Qui, la capolista Ditonellapiaga con “Che fastidio!” mantiene una leadership indiscussa, seguita da Sayf e Samurai Jay, mentre il vincitore Sal Da Vinci scivola fuori dalla top ten (-4) e accusa un -8 nel computo complessivo che lo relega ai margini del gruppo di testa. Un dato che conferma quanto la volatilità del post-Festival incida in modo differenziato a seconda del mezzo di diffusione.
Fedez e Masini restano fermi al 15° posto nella classifica generale ma perdono tre posizioni nella rilevazione settimanale; Malika Ayane, con “Animali notturni”, perde una posizione fermandosi al 23° posto, mentre Maria Antonietta & Colombre con “La felicità e basta” guadagnano un posto (22°) ma senza riuscire a scardinare le gerarchie stabilite nelle prime due settimane successive alla kermesse. La sensazione, leggendo i numeri, è che il pubblico abbia già scelto i propri tormentoni estivi anticipati, lasciando indietro chi non è riuscito a imporsi con un ritornello immediato o una presenza radiofonica altrettanto martellante.




