Ordine sul nuovo Milan: "Tare e Allegri hanno gigantesche rivincite da inseguire"
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Redazione Sport
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Franco Ordine, nel suo consueto spazio sul Corriere dello Sport, ha analizzato le prime mosse del Milan sotto la guida del nuovo direttore sportivo Igli Tare e del ritorno in panchina di Massimiliano Allegri. Le dichiarazioni di Tare, rilasciate durante un incontro informale con la stampa, hanno delineato un progetto ambizioso, che punta a risollevare le sorti di una squadra reduce da una stagione fallimentare. «È davvero cambiato il nuovo Milan? A giudicare dalle prime mosse, la risposta è una sola: assolutamente sì», ha scritto Ordine, sottolineando come l’approccio pragmatico dei due sia già percepibile.
Tare, intervenuto anche sulle pagine del Corriere dello Sport, ha parlato senza mezzi termini degli obiettivi: «Vincere trofei è la priorità», ha detto, lasciando intendere che la seconda stella sullo scudetto non sia un’utopia. Riguardo ad Allegri, il ds ha rivelato come l’allenatore, sin dal primo colloquio, abbia dimostrato un legame viscerale con il club. «Aveva una conoscenza profonda delle problematiche della squadra», ha aggiunto Tare, riferendosi all’incontro a Lugano con l’amministratore delegato Giorgio Furlani, che in 48 ore ha convinto Allegri a riabbracciare il progetto rossonero.
La stagione appena conclusa, definita «disgraziata» da più parti, ha lasciato strascichi pesanti: due cambi di allenatore, un campionato deludente e l’eliminazione anticipata da Champions e Coppa Italia. La sconfitta in finale di Coppa Italia contro il Bologna, poi, ha privato il Milan dell’accesso alle competizioni europee, accelerando una rifondazione che ora passa attraverso scelte precise. Se da un lato la dirigenza lavora per confermare elementi chiave come Theo Hernández, dall’altro deve fare i conti con possibili cessioni e nuovi innesti.
Tra i nomi circolati, spiccano quelli di Luka Modrić e Dušan Vlahović, ma Tare ha preferito non sbilanciarsi, limitandosi a sottolineare l’importanza di «tradurre le idee in fatti». Il mese trascorso dal suo arrivo è stato dedicato a studiare i meccanismi interni e a valutare la squadra, un lavoro meticoloso che, a suo dire, ha già prodotto risultati tangibili. La presenza simultanea di un ds e un allenatore con solide radici nel calcio, ha creato un terreno fertile per ripartire, anche se la strada resta in salita.




