La decisione sulla vita di Indi Gregory, una bambina inglese di otto mesi affetta da una rara forma di patologia mitocondriale, dovrebbe essere presa dai genitori e non dai giudici dell’Alta Corte di Londra
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Redazione Interno
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Questa è la convinzione di monsignor Mauro Cozzoli, professore emerito di teologia morale nella Pontificia Università Lateranense. Secondo lui, la decisione della corte di sospendere i trattamenti vitali equivale alla "soppressione di una vita".
Il 6 novembre 2023, il governo ha preso in considerazione l'eccezionale interesse della Comunità nazionale a garantire ulteriori sviluppi terapeutici alla minore, per la tutela di preminenti valori umanitari legati alla salvaguardia della salute. Questa decisione è seguita alla disponibilità espressa dall’ospedale pediatrico “Bambino Gesù” di accogliere Indi Gregory e alla conseguente richiesta di concessione della cittadinanza italiana avanzata dai legali dei genitori.
Oggi alle 13:00 (ora italiana) si decide del futuro di Indi Gregory. Sarà un giudice della Corte d’Appello britannica a pronunciarsi sul ricorso presentato dai genitori della piccola. Le autorità hanno deciso per il distacco dai supporti vitali, ma Claire Staniforth e Dean Gregory si oppongono. I genitori chiedono di poter trasferire la bambina a casa per l’interruzione delle cure che la tengono in vita. Si attende il responso del giudice su Indi Gregory.
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