Scontro Usa-Francia all'Onu, delegazione americana lascia il Consiglio di Sicurezza
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Un gesto plateale, destinato a fare il giro del mondo, ha interrotto la riunione di lunedì del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La delegazione degli Stati Uniti ha abbandonato l'aula in segno di protesta mentre prendeva la parola l'ambasciatore francese Jérôme Bonnafont, scatenando un incidente diplomatico che ha messo in luce le profonde crepe nel rapporto tra due alleati storici.
All'origine del gesto, le durissime critiche di Parigi al voto di Washington contro la riconferma dell'Alto Commissario dell'Onu per i diritti umani, Volker Türk, un voto che ha accomunato gli Stati Uniti a regimi considerati tra i più autoritari del pianeta.
Il voto che ha scatenato la bufera
Il contenzioso tra le due potenze affonda le radici nella votazione di venerdì all'Assemblea Generale dell'Onu. La risoluzione per il rinnovo del mandato quadriennale di Volker Türk come Alto Commissario per i diritti umani è stata approvata con un plebiscito: 144 voti favorevoli, 10 contrari e 13 astensioni. Tra i dieci paesi che hanno detto "no" figurano, oltre agli Stati Uniti, la Russia, la Corea del Nord, il Nicaragua e il Mali.
La scelta di Washington di allinearsi con queste nazioni ha suscitato l'immediata e aspra reazione della Francia, che ha sostenuto attivamente la riconferma di Türk.
Il diplomatico francese, a sua volta, aveva paragonato gli Stati Uniti alla Corea del Nord e alla Russia nel corso di una votazione sui diritti umani. Il rappresentante francese aveva definito gli Stati Uniti isolati al pari di Corea del Nord, Nicaragua, Mali e Russia.
La replica di Parigi: "Un tempo erano un faro"
La scintilla che ha fatto esplodere la polemica è stata un messaggio pubblicato dalla missione francese all'Onu a Ginevra sul social network X, subito dopo il voto di venerdì. Il messaggio, dal tono caustico, recita testualmente: "Gli Stati Uniti un tempo erano un faro per i diritti umani. Non più. Oggi si trovano isolati, al pari di Corea del Nord, Nicaragua, Mali e Russia. E il mondo non li ascolta". Un'affermazione che ha colpito nel profondo l'orgoglio americano e che è stata letta come un'umiliazione pubblica, impossibile da ignorare per l'amministrazione Trump.
A rendere il tutto più amaro, per Washington, è il fatto che le critiche provengano da Parigi, la più antica alleata degli Stati Uniti. La tensione si inserisce in un quadro già complesso, segnato da divergenze sulla spesa per la difesa Nato e sulle politiche commerciali. La risposta di Mike Waltz, ambasciatore statunitense all'Onu, non si è fatta attendere. Waltz ha accusato la Francia di sostenere un Alto Commissario che, a suo dire, ha "criticato le nazioni democratiche" mentre si mostrava "compiacente con gli oppressori peggiori del mondo".
La replica di Washington: "Lezioni da chi?"
L'abbandono della riunione del Consiglio di Sicurezza è stata la risposta più eclatante alle critiche francesi. Nel corso della discussione, che verteva sul conflitto in Ucraina, il diplomatico di Parigi aveva di fatto rinnovato gli attacchi. Gli Stati Uniti hanno abbandonato per protesta una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu durante l’intervento dell’ambasciatore francese. Al suo rientro in aula, il vice ambasciatore americano Dan Negrea ha giustificato il gesto con parole durissime, definendo quelle di Parigi una "teatralizzazione ingannevole" e una "verbosità politicizzata".
Il diplomatico statunitense ha affermato che la delegazione continuerà a compiere simili proteste finché la Francia "non rinuncerà alla sua retorica condiscendente e irrispettosa".
"C'è un membro di questo Consiglio che finge sdegno morale e cerca di dare lezioni a tutti su ogni argomento", ha dichiarato Negrea, sottolineando che gli Stati Uniti non concederanno "il privilegio di ascoltare le loro sciocchezze politicizzate". Il rappresentante americano ha inoltre tenuto a precisare che sono ancora gli Stati Uniti a rappresentare "il faro della libertà per il mondo", ribaltando le accuse di Parigi e respingendo al mittente ogni critica.
Un'uscita di scena a pochi passi dal 250º anniversario
Il gesto di Washington è considerato estremamente raro in un contesto come quello del Consiglio di Sicurezza, l'organo più importante dell'Onu dove sia gli Stati Uniti che la Francia siedono come membri permanenti con diritto di veto. La tensione è stata tale da offuscare, per un momento, le celebrazioni per il 250º anniversario degli Stati Uniti, come ha ricordato con un pizzico di amarezza l'ambasciatore francese Bonnafont, sottolineando il ruolo cruciale giocato dalla Francia nella nascita della nazione americana.
Nonostante il chiaro riferimento storico, il diplomatico francese ha preferito non replicare direttamente all'affronto, limitandosi a riaffermare l'impegno di Parigi a lavorare per "preservare l'indipendenza dell'Onu" e la sua capacità di agire a difesa della pace, dei diritti umani e della Carta delle Nazioni Unite. Lo scontro, tuttavia, appare destinato a segnare un ulteriore, significativo deterioramento dei rapporti tra due alleati che, mai come in questo scorcio di 2026, sembrano viaggiare su binari completamente opposti.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
