Bologna, la rimonta del Verona spezza l'incantesimo: Italiano parla di scarsa concretezza

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Finisce qui, al novantesimo minuto, quel filotto di cinque vittorie consecutive che aveva riportato entusiasmo attorno al Bologna. La squadra di Vincenzo Italiano, va detto, ci ha provato; ha tirato diciannove volte verso la porta del Verona, ma la sostanza, quella vera, quella che fa la differenza tra un successo e una sconfitta, si è rivelata poca cosa. Due soli tiri nello specchio, un dato impietoso che fotografa l'impotenza offensiva dei felsinei. Dall'altra parte, invece, l'Hellas di Paolo Sammarco - bisogna riconoscerglielo - è stata cinica e letale, confezionando tre occasioni e piazzando due colpi vincenti in una manciata di minuti, quelli iniziali della ripresa, che hanno tramortito il Dall'Ara. Il vantaggio firmato Rowe, al suo primo gol in Serie A, è durato lo spazio di un mattino, il tempo per Frese di ristabilire la parità con una conclusione dal limite e per Bowie, lesto a ribadire in rete un suggerimento di Orban, di completare la rimonta. Un successo, quello scaligero, che profuma di ossigeno puro: primo trionfo del 2026, che interrompe un digiuno lungo tre mesi e riaccende, nonostante i sette punti di distacco dalla zona salvezza, qualche flebile speranza.

L'analisi di Italiano e i fantasmi del passato

Vincenzo Italiano, nel dopogara, non cerca alibi, se non quello, sostanziale, della poca precisione sotto porta. Il suo discorso si snoda attorno a un concetto chiave, quello della concretezza smarrita. «Il problema principale - ha spiegato il tecnico - è quando non riesci ad avere la giusta concretezza davanti: si complica tutto, perché poi ogni volta che commetti anche solo un mezzo errore devi cercare di mettere una pezza». Una pezza che nelle ultime uscite era stata trovata grazie a parate o chiusure difensive, ma che ieri è mancata. E a farne le spese, sottolinea l'allenatore, è stato principalmente Santiago Castro: «Ha avuto quattro nitide occasioni e le ha fallite. A Torino, per intenderci, aveva fatto un gol difficilissimo su un'azione personale, mentre oggi erano conclusioni molto più semplici e le ha sbagliate». La sintesi, per Italiano, è amara: non si è stati cinici davanti e nemmeno ermetici dietro, quelle due caratteristiche che avevano contraddistinto il positivo momento precedente. Un ritorno, insomma, a quegli errori grossolani che avevano caratterizzato il lungo black out autunnale, con la squadra capace di subire sette sconfitte in nove gare casalinghe, un record negativo nei top cinque campionati europei che trasforma il Dall'Ara da fortino in terra di conquista.

Il valore dell'avversario e la legge del calcio

Nel tentativo di contestualizzare la sconfitta, Italiano mette in guardia da un luogo comune, quello della partita scontata. «Qui tutti pensate che il Bologna vinca facilmente con tutti. Io non la penso come tanti che sia tutto così facile. Non possiamo venire qui e pensare di vincere contro tutti» ha sbottato in conferenza, ricordando come il Napoli abbia avuto la meglio sul Verona solo oltre il novantesimo. La sua riflessione si allarga, toccando la natura imprevedibile di questo sport: «A me fa impazzire questo calcio perché con 19 tiri, se fossimo stati concreti, parleremmo di altro». E invece no, perché gli errori, se ripetuti, si pagano. L'allenatore rossoblù evidenzia come la gara fosse stata preparata anche studiando i gol subiti all'andata, con l'indicazione chiara di fermare le ripartenze sul nascere, spendendo anche un ammonizione. «Per me tante cose buone le abbiamo fatte» ha aggiunto, «ma la perdi perché se non sei attentissimo subisci i gol. E in una giornata concreta Castro ne fa quattro. Non devi permettere al Verona di prendere coraggio».

Verso la Roma con la necessità di archiviare

Ora, per il Bologna, si tratta di voltare immediatamente pagina. Giovedì, sempre al Dall'Ara, arriva la Roma per l'andata degli ottavi di Europa League, un appuntamento che Italiano vuole affrontare con la mente libera. «Come dico sempre bisogna archiviare e ripartire. Abbiamo superato un periodo difficile e ora dovremo rialzarci e prepararci per giovedì» ha dichiarato, proiettando la squadra verso un impegno di caratura europea contro una formazione di «grandissimo valore». Lo stesso Rowe, match winner per un istante prima della rimonta, ha invitato i compagni a mantenere la positività e a concentrarsi sulla sfida continentale, dove servirà «segnare quanti più gol possibili senza subirne». Parole che suonano come un monito, un tentativo di trasformare la delusione in carburante per la prossima battaglia, consapevoli che in campionato, come ha ricordato Italiano, non esistono avversari materassini e che ogni passo falso, se non archiviato con la giusta rapidità, può lasciare il segno.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.