Borse europee in rosso, lo spread vola a 91 punti nel giorno delle “quattro streghe”

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La seduta del 20 marzo, ultimo atto di una settimana segnata da una volatilità quasi parossistica, si è chiusa con un nuovo scivolone per le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente. Dopo un avvio che lasciava presagire un timido recupero – un tentativo di inversione di tendenza alimentato dal lieve raffreddamento dei prezzi di petrolio e gas – i listini hanno subito una brusca inversione, affossati dall’onda d’urto proveniente da Wall Street e dai rinnovati timori legati all’intensificarsi delle tensioni in Medio Oriente.

A Milano, l’indice Ftse Mib ha archiviato la giornata con una flessione pesante, pari all’1,97%, riportandosi sui livelli che non si toccavano dallo scorso novembre. Non è andata meglio sul fronte tedesco, dove Francoforte ha ceduto il 2,01%, mentre Parigi e Londra hanno registrato rispettivamente un -1,82% e un -1,45%. Una performance che conferma la fragilità degli umori del mercato, intrappolato tra il rialzo delle materie prime e lo spettro di un’inflazione che, complice il conflitto in Iran, rischia di tornare a mordere.

Il nervosismo dello spread e lo scenario geopolitico

A evidenziare il clima di crescente avversione al rischio è stato il repentino allargamento dello spread tra Btp e Bund, balzato fino a 91 punti base, un movimento che riflette la ricerca di sicurezza da parte degli investitori e le incertezze sulla tenuta dei conti pubblici in un contesto di tassi in evoluzione. Sul fronte valutario, l’euro si è mantenuto sostanzialmente stabile sul dollaro, mentre l’attenzione rimaneva incollata all’evoluzione delle dinamiche belliche.

A gettare benzone sul fuoco, nel corso della giornata, sono arrivate le rivelazioni del sito di informazione statunitense Axios, secondo cui l’amministrazione Trump starebbe valutando piani operativi – che andrebbero dall’occupazione al blocco – relativi all’isola iraniana di Kharg. Una mossa, questa, che secondo le fonti citate dal sito, servirebbe a esercitare una pressione massima su Teheran affinché acconsenta a riaprire lo Stretto di Hormuz, il cui blocco de facto sta già causando distorsioni nei flussi energetici globali.

Il caro energia e la reazione politica europea

La chiusura dello Stretto di Hormuz, una delle arterie commerciali più strategiche per il trasporto del greggio, rappresenta il nodo centrale di questa nuova fase di crisi. Se da un lato il Brent ha mostrato una certa volatilità, attestandosi poco sopra i 109 dollari al barile, dall’altro il gas naturale ha subito un raffreddamento dopo i picchi registrati in apertura, un andamento altalenante che ha contribuito a creare quella sensazione di incertezza assoluta dominante sui parquet.

In questo contesto di emergenza energetica, il premier spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato per la giornata odierna la presentazione di un primo pacchetto di misure straordinarie. Un intervento, quello di Madrid, pensato per cercare di arginare gli effetti della guerra in Iran sulle bollette e sul tessuto economico nazionale, dimostrando come le ricadute del conflitto inizino a tradursi in azioni concrete da parte dei governi europei.

Volatilità tecnica e il peso delle scadenze

La giornata di oggi, nota agli addetti ai lavori come il venerdì delle “quattro streghe” – ovvero la scadenza simultanea di future e opzioni su indici e singoli titoli – ha certamente amplificato le oscillazioni, contribuendo a rendere i movimenti dei corsi ancora più bruschi e meno lineari. Se in apertura l’Asia aveva chiuso in ordine sparso, con il Giappone fermo per festività, l’Europa ha tentato la via del recupero, salvo poi cedere definitivamente il passo quando gli scambi negli Stati Uniti hanno confermato il trend ribassista.

Il petrolio, che in mattinata sembrava voler allentare la morsa, ha ripreso fiato in chiusura, mentre l’oro, tradizionale bene rifugio, ha visto aumentare il proprio prezzo, segnale inequivocabile di una fiducia che, al momento, sembra essere un bene raro quanto il greggio stesso.

Meta Description: Borse europee chiudono in profondo rosso con Milano a -1,97% e spread Btp-Bund in rialzo a 91 punti. Tensione in Medio Oriente e timori per lo Stretto di Hormuz pesano sui mercati nel giorno delle “quattro streghe”.

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