Borse europee in rosso, Milano chiude a -1,6% nel giorno delle quattro streghe

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente hanno archiviato l'ultima seduta della settimana con il segno meno, appesantite da un nuovo rialzo dei rendimenti obbligazionari che ha finito per penalizzare soprattutto i comparti più sensibili al costo del denaro. A Milano il Ftse Mib ha terminato le contrattazioni in calo dell'1,6%, scivolando sotto quota 52.000 punti, in una giornata segnata dalla scadenza simultanea di futures e opzioni su indici e singoli titoli, il cosiddetto appuntamento delle quattro streghe, che come di consueto ha amplificato la volatilità e i volumi di scambio.

Il quadro europeo

Il ribasso non ha risparmiato nessuno dei principali listini del continente: Parigi ha ceduto l'1,5%, Londra ha fatto registrare una flessione analoga, mentre Francoforte ha perso l'1,6%. A pesare sull'andamento generale è stato soprattutto l'impennata dei rendimenti sui titoli di Stato, alimentata dalle aspettative di una politica monetaria destinata a restare restrittiva più a lungo del previsto per contenere le spinte inflazionistiche.

I mercati scontano ormai tra tre e quattro ulteriori rialzi dei tassi da parte della Banca centrale europea nei prossimi dodici mesi, dopo quelli già varati negli scorsi mesi, un orientamento che ha trovato conferma anche nelle decisioni della Federal Reserve e della Bank of Japan, entrambe intervenute in settimana con aumenti del costo del denaro.

Banche e Stellantis sotto pressione

A Piazza Affari la seduta è stata caratterizzata da vendite diffuse sul comparto finanziario, che per il suo peso specifico nell'indice ha finito per condizionare l'andamento complessivo del listino. UniCredit ha lasciato sul terreno il 3%, Intesa Sanpaolo ha ceduto il 2,1%, Banco BPM il 2% e Bper Banca l'1,7%. Male anche il settore assicurativo, con Unipol in calo del 2,7% e Generali dell'1,9%.

La maglia nera è però toccata a Stellantis, che ha registrato un ribasso del 5,2% risultando tra i peggiori titoli del paniere principale, penalizzata dalle preoccupazioni degli analisti sul recupero dei margini e sui venti contrari legati ai prezzi delle materie prime.

L'energia e il caso Stm

Sul fronte delle commodity il gas naturale ha continuato a spingere verso l'alto, con le quotazioni sul mercato TTF di Amsterdam salite a 79 euro al megawattora, un livello che ha messo sotto pressione le utility: A2A ha perso il 2,6%, Enel il 2% e Hera il 3%. Il petrolio ha invece mostrato un andamento più incerto, con il Brent che si è mantenuto sopra la soglia dei 100 dollari al barile.

In controtendenza rispetto al quadro generale si è distinto il comparto tecnologico, premiato dall'outlook rassicurante di Nvidia sulla domanda di chip legata all'intelligenza artificiale: StMicroelectronics ha guadagnato il 2,3%, risultando tra i migliori titoli del listino milanese.

Obbligazioni e spread

Sul mercato obbligazionario lo spread tra Btp e Bund ha chiuso la giornata a 91 punti base, con il rendimento del decennale italiano attestato al 4,43%. Il differenziale tra il rendimento dei titoli francesi e quello dei Bund tedeschi ha invece superato quota 100 punti base, un livello che non si vedeva dal 2012, a testimonianza di come le tensioni sui conti pubblici di alcune grandi economie dell'area euro stiano diventando un fattore sempre più rilevante per gli investitori.

A fine seduta il controvalore degli scambi sul listino principale di Piazza Affari ha superato gli 8,8 miliardi di euro, un dato sensibilmente superiore alla media delle sedute precedenti della settimana, effetto proprio delle scadenze tecniche.

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