"Convergere contro il riarmo": a Roma il corteo nazionale, mentre il Pd sceglie Amsterdam
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Redazione Interno
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Mentre il piano di riarmo europeo da 800 miliardi continua a dividere le forze politiche e sociali, sabato 21 giugno Roma tornerà a essere teatro di una manifestazione nazionale che unirà associazioni, sindacati e movimenti sotto lo slogan "Stop Rearm Europe". L’appuntamento, che segue di poche settimane le mobilitazioni contro il decreto sicurezza e per il cessate il fuoco a Gaza, si annuncia come un nuovo capitolo di un’estate già segnata da proteste.
Il corteo, che partirà da piazzale Ostiense alle 14 per concludersi al Colosseo, non vedrà però la partecipazione ufficiale del Partito Democratico. Elly Schlein, chiamata a scegliere tra la piazza romana e il congresso della sinistra olandese, ha optato per Amsterdam, dove incontrerà Frans Timmermans. Una decisione che, se da un lato evita imbarazzi interni al partito, dall’altro lascia spazio alle critiche di chi avrebbe preferito una presenza più netta contro il riarmo.
Diversa la posizione del Movimento 5 Stelle, che attraverso Giuseppe Conte ha annunciato una partecipazione attiva. «Siamo da sempre contrari alla corsa agli armamenti – ha spiegato l’ex premier – serve un ritorno alla politica e alla diplomazia». Stessa linea per Alleanza Verdi e Sinistra, che vede nell’attacco israeliano all’Iran l’ultimo segnale di un’escalation ormai fuori controllo.
Intanto, venerdì 20 giugno, l’Unione Sindacale di Base ha proclamato uno sciopero generale contro la guerra e il riarmo, con una manifestazione a Genova. Un segnale ulteriore di come il dibattito sul riarmo europeo si intrecci con le tensioni internazionali, dalla guerra in Ucraina alla crisi mediorientale, e con le battaglie sociali in Italia, dove i tagli ai servizi pubblici e la precarizzazione del lavoro restano temi centrali.




