Fiorella Mennesson parla della nuova legge italiana che rende universale il reato di maternità surrogata
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Redazione Interno
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Fiorella Mennesson, nata nel 2000 negli Stati Uniti attraverso la maternità surrogata, è diventata un simbolo della lotta per il riconoscimento dei bambini nati con la GPA all'estero. La sua madre, Sylvie Mennesson, italo-francese, scopre nel 1998 di avere una malattia che le impedisce di portare avanti una gravidanza. Insieme al marito Dominique, decide di tentare la strada della GPA, vietata in Francia.
Il disegno di legge sulla maternità surrogata
La Commissione Giustizia del Senato ha recentemente approvato un disegno di legge che rende la maternità surrogata un reato universale. Il testo, promosso da Fratelli d'Italia e già approvato alla Camera, ora attende di essere calendarizzato in Aula.
La testimonianza di Fiorella Mennesson
Fiorella Mennesson ha deciso di schierarsi e di incarnare, con la sua famiglia, la lotta per il riconoscimento dei bambini nati con la GPA all'estero. La sua testimonianza è decisamente contraria a questa pratica. Dopo 19 anni di battaglie legali, è stata finalmente riconosciuta come figlia dei suoi genitori biologici. Fiorella sostiene che nessun bambino dovrebbe subire un calvario simile.
Oltre l'ideologia: la maternità surrogata come unica strada per diventare genitori
Troppo spesso, quando si parla di "maternità surrogata", si pensa subito ed esclusivamente alle coppie omogenitoriali. Questo suscita un dibattito prettamente semplicistico e ideologico che si rifiuta di andare in profondità della questione e di analizzare i casi singolarmente. Se si facesse, ci si renderebbe conto che non sempre la GPA è sintomo di sfruttamento o business; che non è necessariamente un capriccio o un puro atto di egoismo, a volte è semplicemente l’unica strada per diventare genitori.




