Bodo/Glimt-Inter, le probabili scelte di Chivu tra infortuni e campo sintetico

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La vigilia della sfida di andata dei playoff di Champions League contro il Bodo/Glimt consegna a Cristian Chivu, tecnico dell'Inter, una serie di grattacapi che vanno al di là della semplice gestione delle rotazioni, pure necessarie in un calendario fitto di impegni. La spedizione norvegese, cominciata con la ricognizione sull’insidioso terreno sintetico dell’Aspmyra Stadion – una superficie che obbliga a rivedere certe dinamiche tecniche, e che già in passato ha tradito più di una squadra abituata all’erba naturale – si porta dietro l’assenza pesante di Hakan Calhanoglu. Il regista turco, come riportato da varie testate sportive, non è partito con il gruppo per Bodo a causa di un affaticamento muscolare al quadricipite della gamba destra, un problema che lo staff medico ha preferito non rischiare di aggravare su un manto che richiede uno sforzo diverso da parte dell’apparato muscolare. A lui si è aggiunto nella lista dei forfait Davide Frattesi, fermato da una sindrome gastrointestinale con febbre, una perdita che riduce le alternative in mediolì, dove Chivu si trova ora a dover ridisegnare l’assetto tattico per far fronte a un centrocampo che, inevitabilmente, cambia volto.

Le scelte per la formazione titolare, quelle che il tecnico ex Parma sta maturando in queste ore, sembrano orientarsi verso una linea di continuità per quanto riguarda l’ossatura difensiva, con Yann Sommer confermato tra i pali nonostante le voci di un possibile turnover. In difesa, il ballottaggio per il ruolo di braccetto destro vede coinvolti più interpreti: Manuel Akanji, Benjamin Pavard e Matteo Darmian si giocano una maglia, mentre a sinistra è probabile il riposo per Alessandro Bastoni, sostituito da Francesco Acerbi che tornerebbe così titolare dopo un periodo di gestione. La vera rivoluzione, però, riguarda la cerniera di centrocampo. L’assenza contemporanea di Calhanoglu e Frattesi obbliga Chivu a fare affidamento su Henrikh Mkhitaryan, che agirà da mezzala, e su Nicolò Barella – il quale, va ricordato, salterà per squalifica la successiva trasferta di Lecce e pertanto verrà probabilmente impiegato dal primo minuto – mentre in cabina di regia potrebbe toccare a Kristjan Asllani il compito di dirigere le operazioni, con Zielinski che scalpita per una maglia da titolare in un ruolo più avanzato. Davanti, la coppia d’attacco sembra ormai delineata con Pio Esposito, il giovane reduce dal gol alla Juventus, affiancato a Lautaro Martinez, in una scelta che premia la freschezza atletica e il momento di forma dell’italiano, tenuto conto anche delle fatiche del Toro.

Chivu, intervenuto ai microfoni di Inter TV, ha voluto spegnere ogni possibile polemica preventiva sul terreno di gioco e sulle difficoltà logistiche, sottolineando invece il valore dell’avversario. Una squadra, quella norvegese, che nel suo cammino europeo ha dimostrato di potersela giocare contro chiunque, forte di un 4-3-3 aggressivo e di un’intensità che ha messo in crisi, nelle scorse settimane, persino il Manchester City e l’Atletico Madrid in trasferta, un dato che impone la massima concentrazione. “Sappiamo che battere City e Atletico non è semplice, dobbiamo essere pronti fisicamente e mentalmente”, ha dichiarato l’allenatore, consapevole che la qualificazione passa anche dalla capacità di soffrire e di interpretare una partita che si giocherà su ritmi altissimi, in uno stadio da poco più di ottomila posti ma dal calore e dalla pressione non indifferenti.

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