Stm crolla in Borsa, guidance delude nonostante l’exploit dell’AI nei data center

Stm crolla in Borsa, guidance delude nonostante l’exploit dell’AI nei data center
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Seduta da dimenticare a Piazza Affari per STMicroelectronics, con il titolo del produttore italo-francese di semiconduttori che ha subito una flessione di circa il 14% nella giornata di giovedì 23 luglio, toccando minimi intorno a 48,50 euro e annullando di fatto gran parte dei guadagni accumulati negli ultimi tre mesi. Una débâcle che ha trascinato al ribasso l'intero listino milanese, facendo di Stm la maglia nera di una giornata già di per sé complessa per le borse europee, appesantite anche da tensioni geopolitiche e dall'incertezza sui mercati energetici.

A innescare l'ondata di vendite è stata la guidance per il terzo trimestre del 2026, leggermente al di sotto delle aspettative del mercato, un verdetto che ha finito per oscurare i risultati positivi del secondo trimestre e le rosee prospettive di crescita nel settore dei data center per l'intelligenza artificiale.

Conti in miglioramento ma la prudenza sul futuro fa tremare il titolo

Nel dettaglio, il secondo trimestre si era chiuso con ricavi netti pari a 3,49 miliardi di dollari, in crescita del 26% su base annua e superiori al consensus degli analisti che si attestava a 3,39 miliardi. L'utile netto è tornato in territorio positivo, attestandosi a 222 milioni di dollari rispetto al rosso di 97 milioni registrato nello stesso periodo dell'anno precedente, mentre l'utile per azione non-GAAP di 0,31 dollari ha battuto le stime di ben quattro centesimi.

A pesare sul conto economico, tuttavia, è stato l'EBITDA, fermo a 679 milioni di dollari, ben al di sotto delle attese degli analisti che indicavano 797,7 milioni: un dato che la società ha attribuito a svalutazioni, costi di ristrutturazione e altri oneri straordinari legati anche all'acquisizione del ramo sensori di NXP.

Nonostante questi numeri, il mercato ha scelto di guardare oltre, concentrandosi sulle indicazioni fornite dal management per il trimestre in corso. La società ha previsto ricavi netti per 3,70 miliardi di dollari, con una variazione potenziale del più o meno 3,5%, un dato che, pur rappresentando un incremento del 16,2% anno su anno, è risultato inferiore alla stima media di 3,72 miliardi di dollari elaborata da LSEG.

Come sottolineato da Barclays in una nota, la tesi sull'intelligenza artificiale rimane valida, ma il business principale di Stm non si sta riprendendo con la rapidità che alcuni investitori speravano, rendendo la reazione del titolo, seppur violenta, comprensibile alla luce delle elevate aspettative generate dal rally precedente.

L'AI come ancora di salvezza: target al rialzo per i data center

In questo contesto di cautela per il brevissimo termine, il vero elemento di rottura delle prospettive di STMicroelectronics risiede nell'accelerazione della domanda legata all'intelligenza artificiale e ai data center.

L'amministratore delegato Jean-Marc Chery ha confermato un aumento degli ordini e una riduzione delle scorte di magazzino, spingendo al rialzo le ambizioni del gruppo in questo settore strategico: l'azienda prevede ora ricavi superiori a 1 miliardo di dollari nel 2026 e, a condizione che la dinamica attuale continui e che gli impegni dei clienti vengano rispettati, la cifra potrebbe superare ampiamente i 2 miliardi di dollari già nel 2027.

Un obiettivo che è stato accolto con favore da diverse case d'affari, tra cui Equita, che ha confermato un target price di 76 euro, e Morgan Stanley con un target a 78 euro, vedendo in questa svolta verso l'AI e i data center un supporto fondamentale per il percorso di crescita strutturale dell'azienda oltre i 16 miliardi di dollari di ricavi al 2027.

La narrazione, quindi, si sposta progressivamente dal presente al futuro, dove la dipendenza dai mercati ciclici come l'automotive dovrebbe ridursi a favore di applicazioni ad alto valore aggiunto, anche se per ora il mercato ha scelto di punire l'incertezza a breve termine. A ciò si aggiunge il contesto esterno, con i risultati di Texas Instruments e Alphabet che, pur superiori alle attese, hanno registrato reazioni negative nei rispettivi titoli in after-hour, aumentando la pressione su tutto il comparto dei chip.

Un rally bruciato in poche ore e l'eredità del passato

La correzione di giovedì 23 luglio assume contorni particolarmente ampi se si considera la performance del titolo da inizio anno: Stm aveva più che raddoppiato il proprio valore, raggiungendo un record di 70,86 euro nelle settimane precedenti, con un guadagno che sfiorava il 119%. Un rally parabolico che, come osservato da diversi analisti, lascia un'eredità tecnica complessa, in cui la narrazione rialzista deve essere costantemente alimentata da conferme per giustificare i livelli di prezzo raggiunti.

La guidance prudente ha così creato una crepa in questa narrazione, innescando un meccanismo di vendita classico, amplificato da posizioni costruite troppo rapidamente durante la fase ascendente.

Il crollo odierno richiama alla mente dinamiche già viste in passato per il titolo, come il luglio 2024, quando una guidance deludente in un contesto di rallentamento del ciclo automotive aveva causato un tonfo del 17%. Il pattern, per quanto non identico, si ripete: un trimestre positivo dal punto di vista operativo viene oscurato da prospettive future che non soddisfano le attese. Il mercato, in questo senso, non premia il passato, ma prezza il futuro atteso, e se questo viene giudicato meno brillante del previsto, la reazione può essere tanto rapida quanto drastica.

Il titolo ha bruciato in poche ore i guadagni di tre mesi, scendendo sotto la soglia psicologica dei 50 euro, anche se da inizio anno il bilancio resta largamente positivo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.