Stm torna in utile nel secondo trimestre e alza le stime sui ricavi per data center: oltre 1 miliardo nel 2026. Titolo -15%, ecco perché

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il gruppo italo-francese STMicroelectronics ha chiuso il secondo trimestre del 2026 tornando in territorio positivo, con un utile netto di 222 milioni di dollari, pari a 0,24 dollari per azione, a fronte della perdita di 97 milioni, -0,11 dollari per azione, registrata nello stesso periodo dell'anno precedente. I ricavi netti sono saliti del 26% a 3,487 miliardi di dollari, superando il valore intermedio delle stime aziendali, mentre il margine lordo è cresciuto di 130 punti base attestandosi al 34,8%.

Un risultato che porta la società a rivedere al rialzo le proprie aspettative per il comparto dei data center legati all'intelligenza artificiale, con una previsione di ricavi che dovrebbe superare la soglia del miliardo di dollari entro la fine del 2026. Nonostante i numeri positivi, il titolo ha subito una brusca flessione del 15% a Piazza Affari, con gli investitori che hanno mostrato una certa freddezza nei confronti della guidance fornita dal management.

La spinta dell'AI e i risultati del trimestre

La crescita dei ricavi, che hanno raggiunto i 3,487 miliardi di dollari, è stata trainata in particolare dalle vendite nel settore delle apparecchiature di comunicazione e delle periferiche per computer, nonché dal comparto automotive, come ha spiegato il presidente e amministratore delegato Jean-Marc Chery. Il margine lordo, pari al 34,8%, si è mantenuto in linea con le attese degli analisti, confermando la capacità dell'azienda di gestire la pressione sui prezzi in un mercato dei semiconduttori ancora caratterizzato da una forte domanda.

L'utile operativo si è attestato a 187 milioni di dollari, segnando un deciso miglioramento rispetto ai dati dello scorso anno e consolidando la fiducia del gruppo nelle proprie prospettive di crescita. La domanda crescente di chip per l'intelligenza artificiale, in particolare per l'elaborazione dei dati nei data center, sta giocando un ruolo cruciale in questa fase di rilancio, spingendo Stm a incrementare le stime per l'intero esercizio in corso.

La reazione del mercato e il crollo del titolo

Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare dopo una trimestrale caratterizzata da un utile netto di 222 milioni di dollari e da un incremento dei ricavi del 26%, il mercato ha accolto i dati con un deciso movimento al ribasso. Il titolo ha perso oltre il 15% nelle contrattazioni di Piazza Affari, con un calo che in alcuni momenti della giornata ha superato il 16%, evidenziando un netto disallineamento tra i risultati concreti e le aspettative degli investitori.

La bocciatura è da attribuire principalmente alla guidance fornita dal management per i prossimi trimestri, che probabilmente non ha soddisfatto le previsioni più ottimistiche degli operatori, i quali forse si attendevano una crescita ancora più sostenuta o margini più elevati in un contesto di forte espansione del settore.

La società italo-francese, pur avendo superato le stime sui ricavi nel trimestre, non è riuscita a convincere il mercato sulla capacità di mantenere questo ritmo di crescita nel medio termine, nonostante le previsioni di ricavi superiori al miliardo di dollari per i data center nel 2026.

Le prospettive sul comparto data center e l'outlook 2026

Il dato forse più significativo emerso dalla comunicazione dei risultati è rappresentato dalla revisione al rialzo delle stime relative al business dei data center per l'intelligenza artificiale, un segmento che sta diventando sempre più centrale nella strategia di STMicroelectronics. La società prevede ora di generare ricavi per oltre 1 miliardo di dollari da questo comparto nel corso del 2026, un obiettivo che testimonia la crescente penetrazione dei suoi semiconduttori nelle infrastrutture ad alte prestazioni richieste dall'AI generativa e dal machine learning.

Questa previsione si inserisce in un contesto più ampio di ripresa del mercato dei chip, che dopo un periodo di contrazione sta beneficiando della spinta verso l'innovazione tecnologica in tutti i settori applicativi dell'elettronica.

Il Ceo Jean-Marc Chery ha sottolineato come i ricavi netti del secondo trimestre abbiano superato il punto intermedio delle previsioni aziendali, grazie soprattutto al contributo dei settori CECP e automotive, elementi che gettano le basi per un proseguimento del trend positivo, sebbene le incertezze legate alla domanda globale e alla concorrenza rimangano all'ordine del giorno.

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