Siria, nuovi scontri e una strage di bambini: l’allarme dell’Unicef
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Redazione Esteri
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La Siria, già martoriata da oltre un decennio di conflitto, è tornata a fare i conti con una nuova ondata di violenza che ha riacceso il caos nel Paese. Da giovedì scorso, infatti, gli scontri armati tra le forze di sicurezza di Damasco e i miliziani alawiti hanno ripreso vigore, lasciandosi dietro una scia di sangue e distruzione. Tra le vittime, come spesso accade in queste situazioni, ci sono soprattutto i civili, con un bilancio particolarmente drammatico per i più piccoli. Secondo l’Unicef, almeno 13 bambini hanno perso la vita negli ultimi giorni, tra cui un neonato di soli sei mesi, ucciso negli scontri che hanno insanguinato la regione costiera del Paese.
Le violenze, concentrate principalmente nell’ovest della Siria, hanno provocato quasi mille morti tra i civili, molti dei quali appartenenti alla comunità alawita, lo stesso gruppo del deposto presidente Bashar al-Assad. Oltre alle vittime, migliaia di famiglie sono state costrette a fuggire dalle proprie case, mentre le infrastrutture fondamentali, già compromesse da anni di guerra, hanno subito ulteriori danni. Un quadro desolante che sembra non avere fine, in un conflitto che, nonostante le dichiarazioni di cessate il fuoco e i tentativi di mediazione internazionale, continua a mietere vittime innocenti.
Il governo ad interim guidato da Ahmed al-Sharaa, pur non avendo ancora fornito un bilancio ufficiale delle vittime, ha promesso di istituire una commissione d’inchiesta per fare luce sulle stragi degli ultimi giorni. Al-Sharaa, noto anche con il soprannome di “Al-Jolani”, ha dichiarato che i responsabili delle violenze contro i civili saranno chiamati a rispondere delle loro azioni, sottolineando l’importanza di proteggere la pace civile in un Paese dove la guerra non è mai veramente finita.
Intanto, gli scontri continuano a infuriare. Le forze di sicurezza siriane hanno respinto un attacco da parte dei sostenitori dell’ex presidente Assad contro un posto di blocco a Damasco, nel quartiere di Al Mazzeh, dove si trovano numerosi uffici governativi. Secondo fonti citate da Al Jazeera, i seguaci del vecchio regime avrebbero tentato di assaltare il checkpoint, in un’escalation di violenza che sembra non conoscere tregua.
La situazione, già critica, è ulteriormente complicata dalla presenza di diverse fazioni in lotta tra loro, tra cui unità militari regolari, milizie jihadiste e gruppi legati all’ex regime. In questo contesto, i civili si trovano spesso nel mezzo, vittime non solo degli scontri diretti, ma anche di rappresaglie e violenze indiscriminate. La commissione d’inchiesta voluta da Al-Sharaa dovrà ora indagare su quanto accaduto nelle regioni di Latakia e Tartus, roccaforti degli alawiti, dove le violenze degli ultimi giorni hanno lasciato un segno indelebile




