Siria, al-Sharaa: "Proteggeremo le minoranze, ma l'intervento israeliano ha riacceso le tensioni"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il presidente siriano ad interim, Ahmed Al-Sharaa, ha ribadito l’impegno di Damasco a garantire la sicurezza di tutte le minoranze nel Paese, in un discorso pronunciato dopo la conferma del cessate il fuoco nella provincia di Sweida, a maggioranza drusa. "Lo Stato siriano si impegna a proteggere tutte le minoranze e le sette, e sta chiamando a rispondere i trasgressori", ha dichiarato, senza tuttavia nascondere che l’intervento israeliano – accusato di sostenere alcuni clan locali – ha contribuito a riaccendere gli scontri.

Nonostante l’accordo per una tregua "immediata e completa", gli scontri tra milizie beduine e combattenti drusi non hanno conosciuto soste, trasformando la città di Süweidâ in un campo di battaglia. Le forze tribali sunnite, secondo fonti locali, controllano ormai tre quartieri e hanno catturato numerosi miliziani del clan druso al-Hijri, legato a Tel Aviv. Una dinamica che dimostra come la crisi, al di là delle dichiarazioni ufficiali, sia ben lontana dall’essere risolta.

Quella che inizialmente poteva sembrare una ritirata delle forze di sicurezza siriane dalla provincia si è rivelata, invece, una mossa calcolata. Al-Sharaa, ritirando temporaneamente l’esercito, ha lasciato che le tribù sunnite prendessero il sopravvento sui drusi filo-israeliani, indebolendo così l’influenza esterna senza dover ricorrere a un intervento diretto. Una strategia che, se da un lato ha evitato un’escalation immediata, dall’altro rischia di alimentare nuove frizioni in un’area già destabilizzata da anni di conflitti.

Intanto, il dibattito sulle fake news – spesso strumentalizzate per influenzare l’opinione pubblica – continua a dividere. C’è chi, come alcuni giornali di sinistra, sostiene che l’impatto delle bufale sia marginale, e chi invece vede nella disinformazione un pericolo reale, capace di alimentare tensioni già esistenti. Ma in Siria, dove la guerra ha ridefinito alleanze e rivalità, il problema non sono solo le notizie false, bensì gli interessi concreti che si muovono dietro le quinte.

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