Israele bombarda la Siria mentre trattativa con il regime di Sharaa

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre la Siria continua a sanguinare, divisa da scontri interetnici e attacchi esterni, l’aviazione israeliana ha colpito per due giorni consecutivi obiettivi governativi nelle zone di Sijine e Smea, vicino a Sweida, roccaforte drusa nel sud del paese. I raid, che hanno preso di mira carri armati e posizioni militari, arrivano in un momento delicato, segnato da violenti conflitti tra drusi e tribù beduine, alleate di Damasco.

Israele, che da tempo si presenta come «protettore» dei drusi siriani, ha però evitato di intervenire direttamente contro l’avanzata delle milizie legate ad Ahmad Sharaa, presidente ad interim del governo islamista. Una scelta che solleva interrogativi, soprattutto alla luce delle recenti dichiarazioni di Donald Trump, tornato alla Casa Bianca, il quale ha esortato a evitare escalation.

Gli scontri a Sweida, che hanno già causato oltre cento vittime, hanno visto l’esercito siriano tentare una mediazione, firmando un cessate il fuoco con alcuni leader drusi. Ma l’accordo, fragile già in partenza, è stato minato dall’intervento israeliano, che ha bombardato le truppe governative in avvicinamento. Damasco, guidato da Sharaa dopo anni di guerra civile, fatica a riprendere il controllo del territorio, stretto tra divisioni interne e pressioni internazionali.

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