Stellantis, crisi produttiva senza precedenti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il 2024 ha segnato un anno nero per Stellantis, il colosso automobilistico nato dalla fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e PSA Group. La produzione di autovetture e furgoni commerciali in Italia ha subito un drastico calo, riportando il gruppo ai livelli del 1956. Allora, tuttavia, era solo Fiat a produrre circa 475 mila veicoli, mentre oggi, oltre a Fiat, ci sono anche Lancia, Alfa Romeo e Maserati. Nonostante ciò, il numero totale di veicoli prodotti è rimasto invariato, un segnale inequivocabile di crisi.

La situazione è particolarmente critica negli stabilimenti italiani, dove la produzione è scesa a 475.090 unità, rispetto alle 751.000 del 2023. Questo calo del 37% è il risultato di una serie di fattori, tra cui la riduzione della domanda, problemi di approvvigionamento e una gestione aziendale che ha privilegiato la finanza rispetto alla produzione. In particolare, gli impianti di Torino hanno registrato una flessione del 70%, passando da 85.940 unità nel 2023 a 25.920 nel 2024.

La Spagna, al contrario, è diventata il centro della produzione automobilistica europea per Stellantis, con quasi un milione di veicoli prodotti in soli tre impianti. Questo dato rappresenta il 63% in più rispetto alla Francia e oltre il doppio rispetto all'Italia, due Paesi da cui il gruppo ha avuto origine. La scelta di concentrare la produzione in Spagna è stata dettata da una serie di fattori, tra cui costi di produzione più bassi e una maggiore efficienza degli impianti.

Il 2024 sarà ricordato come uno degli anni peggiori nella storia dell'ex Fiat. La quantità di autovetture e furgoni commerciali prodotti è scesa a livelli mai visti dal 1956, un segnale preoccupante per il futuro del gruppo in Italia. Nonostante il cambio al vertice, con John Elkann che ha preso il posto di Carlos Tavares alla guida dell'azienda, la situazione non sembra destinata a migliorare nel breve termine.

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