La Fiorentina vince ma trema: Fagioli e un autogol sistemano lo Jagiellonia dopo i supplementari
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Redazione Sport
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C’è voluta una notte da brividi, una di quelle che lasciano il segno nella memoria dei tifosi e nello spogliatoio, per permettere alla Fiorentina di strappare il pass per gli ottavi di finale di Conference League. Il 4-2 incassato al Franchi nel retour match contro lo Jagiellonia Bialystok — sì, avete letto bene, i polacchi hanno vinto la partita — è stato solo un numeretto, un dato statistico reso vano dal 3-0 dell’andata, ma la prestazione della squadra di Paolo Vanoli ha raccontato una verità ben diversa e assai preoccupante. La qualificazione, maturata dopo centoventi minuti di sofferenza e grazie a un guizzo del subentrato Nicolò Fagioli e a un'autorete propiziata da Moise Kean, ha il sapore amaro di una salvezza miracolosa più che di una conferma europea. Perché per larghi tratti della gara, i viola sono semplicemente scomparsi dal campo, annichiliti dall’intensità e dalla qualità di un avversario sulla carta inferiore.
A gettare nel panico la difesa gigliata, ci ha pensato un ragazzino, anzi, un vero e proprio bambino: Bartosz Mazurek, classe 2007, trequartista polacco con la faccia pulita e i piedi da veterano, ha messo a segno una tripletta che per quasi un’ora ha fatto tremare le fondamenta dello stadio fiorentino -2-5. La sua partita è stata un concentrato di cinismo e freddezza: al 23’ ha insaccato di rapina su sponda di Pululu, al 46’ ha beffato Comuzzo con una deviazione beffarda e al 49’ ha chiuso il suo personalissimo show in contropiede, siglando il momentaneo 3-0 che riportava la serie in perfetta parità -3-5. La difesa viola, nel frattempo, viveva la sua personale notte da incubo: Dodo, schierato in una posizione inedita di esterno alto, non ha lasciato tracce significative della sua presenza, mentre Pongracic e Comuzzo hanno ballato per tutti i novanta minuti regolamentari, in balia degli attacchi avversari -9.
La serata storta, per la Fiorentina, è iniziata praticamente subito, con i presupposti già chiari dopo pochi minuti. Al 4’, un’incursione di Pululu, abile a bruciare sul tempo la retroguardia, aveva già fatto suonare il primo campanello d’allarme, con Lezzerini bravo a non farsi prendere dalla foga dell’intervento -1-9. E se nel primo tempo l’estremo difensore titolare era apparso incerto in un paio di circostanze — venendo peraltro graziato da Imaz su una sua uscita a vuoto — nella ripresa, complice un problema muscolare che ne ha costretto l’uscita, è toccato a David De Gea entrare in un clima già rovente -9. E lo spagnolo, invece di portare sicurezza, ha contribuito ad alimentare il caos: sua la papera monumentale nel finale dei supplementari, quando ha letteralmente fatto passare tra le mani un tiro da lontano di Imaz, regalando il definitivo 4-2 agli ospiti e tenendo tutti con il fiato sospeso fino all’ultimo secondo -5-9.




