Influenza K, il ceppo H3N2 avanza verso il picco dopo la pausa natalizia
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Redazione Salute
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La circolazione del virus influenzale, in questa stagione dominato dal ceppo mutato A/H3N2 – colloquialmente battezzato da alcuni "influenza K" – ha registrato una fisiologica, seppur apparente, battuta d'arresto nel periodo delle festività. Quella flessione, che ha portato l'incidenza a 14,5 casi ogni mille assistiti nella settimana tra il 22 e il 28 dicembre, contro i 17,1 della settimana precedente, è infatti ascrivibile al cosiddetto "effetto Natale". Un fenomeno, questo, determinato dalla concomitanza di due fattori: la chiusura temporanea delle scuole, che rappresentano un tradizionale volano per la diffusione dei contagi, e la riduzione delle segnalazioni da parte dei medici di base, a loro volta condizionati dal calo delle visite ambulatoriali in quei giorni.
La ripresa post-Befana e l'atteso apice dell'ondata
Quella pausa, come puntualizzano gli esperti che scrutano i dati della rete di sorveglianza Influnet, non segnala affatto un'inversione di tendenza. Al contrario, con la riapertura delle scuole dopo l'Epifania, la curva epidemica è destinata a riprendere la sua corsa, riportando i numeri a livelli più elevati. La proiezione, suffragata dalle rilevazioni in varie aree del paese, indica come il picco stagionale vero e proprio sia ormai prossimo: si stima che il suo apice verrà raggiunto nell'arco delle prossime due settimane. In alcune province, come quella di Ferrara, le stime parlano già di diverse migliaia di nuovi casi di sindromi respiratorie acute riconducibili ai virus in circolazione.
Caratteristiche della stagione e gestione della malattia
La particolare aggressività e diffusione del sottotipo H3N2, noto per essere spesso associato a forme cliniche più impegnative soprattutto negli anziani e nelle persone fragili, caratterizza dunque questo periodo epidemico. Di fronte all'aumento dei casi, gli infettivologi ribadiscono con chiarezza le linee guida per una corretta gestione della malattia, il cui decorso è per la stragrande maggioranza delle persone autolimitante. Viene sottolineata, in particolare, l'inutilità e anzi la pericolosità di un ricorso improprio alla terapia antibiotica, del tutto inefficace contro i virus e da riservare solo a specifiche complicazioni batteriche su precisa indicazione medica.
Monitoraggio e scenario nazionale
Il sistema di sorveglianza continua a tenere sotto controllo l'evoluzione della curva, confermando uno scenario nazionale omogeneo in cui la fase di massima intensità è imminente. Mentre il picco si avvicina, l'attenzione resta alta sulle fasce di popolazione più vulnerabili, per le quali la vaccinazione rimane lo strumento di prevenzione più efficace. L'andamento osservato, del resto, rientra nei canoni classici di una stagione influenzale intensa, il cui impatto viene ora amplificato dalla circolazione di un ceppo virale notoriamente capace di determinare un elevato numero di contagi.




