Influenza, oltre 695mila nuovi casi in una settimana: il ceppo K fa salire la curva

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La stagione influenzale, attesa con apprensione dagli esperti dopo quanto osservato nell'emisfero australe, ha ormai imboccato con decisione la sua fase ascendente, confermando le previsioni di un impatto significativo sulla popolazione italiana. I numeri, del resto, parlano in modo chiaro: nella prima settimana di dicembre, come riportato dal sistema di sorveglianza RespiVirNet coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, sono stati registrati ben 695mila nuovi casi di infezioni respiratorie acute, un dato che segna un incremento di circa centomila unità rispetto ai sette giorni precedenti. Si tratta di un balzo che porta il computo totale, dall’inizio del periodo di monitoraggio, a sfiorare la quota di quattro milioni di persone colpite, un’ondata che non accenna a placarsi e che anzi si avvicina rapidamente alla sua fase acuta.

Il ruolo predominante del virus A/H3N2 e la novità del ceppo K

A guidare questa impennata dei contagi, come sottolineano le analisi di laboratorio, è il virus influenzale di tipo A, nella sua variante H3N2. Questo sottotipo, che per diversi anni aveva circolato in misura minore, ha riconquistato una posizione predominante, mostrando una notevole capacità diffusiva. La circostanza che lo rende oggetto di particolare attenzione da parte della comunità scientifica, tuttavia, è la presenza al suo interno di un nuovo ceppo, identificato con la lettera K e già segnalato nei mesi scorsi in diverse aree del globo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ne ha confermato l’identificazione, evidenziando come la sua emersione rappresenti un elemento di complessità in più per il sistema immunitario di molti, che potrebbe trovarsi impreparato di fronte a caratteristiche antigeniche parzialmente modificate.

Sintomatologia e previsioni per il picco epidemico

La sintomatologia associata a questa ondata influenzale si conferma classica, sebbene talvolta particolarmente intensa: febbre alta, dolori muscolari e articolari diffusi, mal di gola e tosse secca rappresentano il quadro più comune, al quale in una parte dei casi, specialmente tra i più giovani, possono aggiungersi disturbi gastrointestinali come vomito e diarrea. L’incidenza settimanale, calcolata su base nazionale, ha toccato i 12,4 casi ogni mille assistiti, un valore che segna una netta accelerazione della trasmissione del virus nella popolazione. Tutti gli indicatori epidemiologici, d’altronde, convergono nel suggerire che la curva dei contagi non ha ancora raggiunto il suo apice, il quale, stando ai modelli previsionali, è atteso nel periodo compreso tra la fine di dicembre e le prime settimane del nuovo anno, una tempistica che rischia di sovrapporsi alle attività e agli incontri tipici delle festività.

La sorveglianza continua e il quadro generale

Il monitoraggio RespiVirNet, che costituisce il perno del sistema di allerta sanitario per le sindromi simil-influenzali, continua dunque a registrare un’intensa attività virale su tutto il territorio nazionale, senza sostanziali differenze tra le diverse fasce d’età. L’ampia circolazione del virus A/H3N2, unita alla comparsa del nuovo ceppo K, disegna uno scenario epidemiologico di particolare vivacità, che giustifica l’alto numero di accessi presso gli studi medici e i pronto soccorso. L’attenzione delle autorità sanitarie rimane massima, anche alla luce dei dati storici che suggeriscono come le ondate guidate da questo specifico sottotipo possano essere caratterizzate da una maggiore severità clinica in alcuni gruppi di popolazione.

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