Vlahovic sulla Juve: "Non giocavo perché ero in scadenza"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Dusan Vlahovic torna sul suo addio alla Juve e indica nella scadenza del contratto il motivo per cui aveva iniziato dalla panchina la sua ultima stagione in bianconero. Il nuovo attaccante del Besiktas, intervistato da Mozzart Sport dopo il trasferimento estivo da svincolato, ha raccontato la propria versione sul mancato rinnovo con la Juventus e sulle difficoltà vissute nell'ultima fase della sua esperienza a Torino. "Non ho mai posto condizioni per il rinnovo", ha spiegato, respingendo la ricostruzione secondo cui avrebbe rifiutato per anni di prolungare il rapporto con il club. Vlahovic ha anche ribadito la propria gratitudine verso la società, definendo un onore aver indossato la maglia bianconera.

Vlahovic e il rinnovo con la Juve: "Nessun colloquio concreto"

Uno dei punti centrali del racconto di Vlahovic riguarda proprio le trattative per il rinnovo con la Juve. L'attaccante sostiene che per tre anni sia stata diffusa una versione diversa da quella da lui conosciuta, secondo la quale avrebbe rifiutato il prolungamento o non avrebbe voluto discutere con la società. "L'unica verità è che non ho avuto alcun colloquio concreto con il club a riguardo", ha dichiarato. In un altro passaggio ha precisato che l'ultima conversazione sul tema si era conclusa senza un accordo, sottolineando quindi di non aver mai imposto condizioni per restare. Il giocatore lega queste ricostruzioni anche alla pressione che ha accompagnato la parte finale dei suoi oltre quattro anni alla Juventus.

Il rapporto con l'ambiente, secondo le parole dell'ex centravanti bianconero, è diventato particolarmente difficile nell'ultima stagione. Vlahovic ha ricordato la pressione proveniente dal pubblico, dai media e dai tifosi, arrivando a citare anche i fischi ricevuti durante un'amichevole contro l'Under 23. Una situazione che, nel suo racconto, si aggiungeva all'incertezza contrattuale e alle continue discussioni sul suo futuro. "Avevo addosso molta pressione, ma so la verità e cosa è successo", ha spiegato. Pur tornando sugli aspetti più complicati della separazione, il serbo non ha cancellato il valore dell'esperienza vissuta a Torino e ha espresso riconoscenza nei confronti della Juventus.

La panchina nell'ultimo anno e l'arrivo di due nuovi attaccanti

Vlahovic ha collegato direttamente il ridotto spazio iniziale nell'ultima stagione alla sua situazione contrattuale. "Ho iniziato dalla panchina per, direi, un motivo ben noto: perché stavo entrando nell'ultimo anno di contratto", ha raccontato nell'intervista. Nello stesso periodo alla Juve erano arrivati anche due nuovi attaccanti, elemento che il giocatore ha riconosciuto senza però indicarlo come causa principale della scelta tecnica che lo riguardava. Ha spiegato di aver accettato quel ruolo perché aveva deciso di affrontare la situazione in quella direzione, mentre intorno a lui continuavano le discussioni sul rinnovo e sul possibile addio. La scadenza del contratto rimane quindi, nelle sue parole, il passaggio decisivo per comprendere l'inizio di quell'ultima annata.

Il racconto arriva dopo quattro anni e mezzo trascorsi a Torino e dopo il passaggio al Besiktas da svincolato. Vlahovic è tornato sulle emozioni di quel periodo senza rinnegare il legame con la maglia bianconera: ha detto di essere grato al club e di considerare un onore aver giocato per la Juventus. Allo stesso tempo ha voluto chiarire la propria posizione sulle voci che lo avevano accompagnato per anni, distinguendo ciò che veniva scritto dalla sua versione dei rapporti con la società. Nelle dichiarazioni riportate, inoltre, l'attaccante non chiude la porta a un possibile ritorno futuro, pur concentrando il suo racconto soprattutto su quanto accaduto prima della separazione estiva.

Il sostegno di Spalletti prima dell'addio alla Juventus

Tra le figure citate da Vlahovic c'è anche Luciano Spalletti, al quale l'attaccante ha rivolto un ringraziamento esplicito. "Lo ringrazio per il sostegno e per la voglia di farmi restare alla Juve", ha dichiarato parlando del periodo precedente al trasferimento al Besiktas. Il riferimento a Spalletti si inserisce nel racconto di un'ultima fase segnata da pressioni, dalla panchina iniziale e dalla scadenza contrattuale, ma anche dalla presenza di chi avrebbe voluto proseguire il rapporto con il giocatore. Vlahovic ha così ricostruito il proprio addio distinguendo il mancato accordo sul rinnovo dalla volontà che, secondo le sue parole, era stata manifestata nei suoi confronti da Spalletti.

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