Tragedia a Bisceglie, lancia la compagna dal balcone e poi si getta: morti entrambi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
I corpi senza vita sono finiti uno accanto all’altro, sulla rampa d’accesso al garage del palazzo di via Vittorio Veneto, nel cuore di Bisceglie. La dinamica, ancora al vaglio degli inquirenti, sembra non lasciare spazio però ad altre interpretazioni: si tratterebbe dell’ennesimo caso di omicidio-suicidio consumato tra le mura domestiche, una scia di sangue che dalla Puglia riporta l’attenzione sulla fragilità di certi equilibri familiari quando si incrina il rapporto di coppia. L’uomo, un 61enne, avrebbe scaraventato la donna, di 54 anni, dal balcone della loro abitazione – un volo di appena tre metri, sufficiente però a risultare fatale – per poi lanciarsi a sua volta nel vuoto un istante dopo, senza che nessuno potesse fare nulla per fermarlo.
La dinamica e i rilievi dei carabinieri
Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri del comando provinciale di Trani, che hanno avviato un’indagine per ricostruire con precisione i secondi precedenti la caduta. La loro attività, come spesso accade in questi casi, si concentra ora sull’analisi dei rilievi scientifici e sulla raccolta delle testimonianze; è stata sentita, in particolare, una vicina di casa che avrebbe assistito alla scena, fornendo ai militari un resoconto di quanto accaduto. Sebbene l’ipotesi prevalente sia quella di un gesto deliberato da parte dell’uomo – il quale avrebbe prima spinto la compagna e poi si sarebbe tolto la vita – gli investigatori mantengono un approccio cauto, considerando anche la possibilità, sebbene ritenuta meno probabile, di una caduta accidentale durante una colluttazione. Non ci sono, al momento, altri soggetti coinvolti o indagati.
Il contesto familiare e la lite
Ciò che emerge dal primo pomeriggio di cronaca, e che aggiunge uno strato di drammaticità alla vicenda, è lo stato di salute del rapporto tra i due. Secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori, corroborate dal racconto della testimone oculare, la coppia – che ha due figli, uno dei quali risiederebbe in Svizzera e l’altro nella vicina Trani – sarebbe stata in procinto di separarsi. La lite, iniziata probabilmente tra le mura domestiche, sarebbe poi degenerata sul balcone: la vicina ha riferito di aver sentito la donna urlare, prima di vederla precipitare nel vuoto seguita subito dopo dal marito. L’altezza ridotta del balcone (circa tre metri) non lasciava speranze ai sanitari del 118, giunti sul posto soltanto per constatare il decesso di entrambi i coniugi.
L’inchiesta e il contesto giudiziario
La procura, che ha aperto un fascicolo per omicidio e suicidio, dovrà ora fare chiarezza su un aspetto sottile ma cruciale: capire se il gesto dell’uomo sia stato premeditato o se sia maturato in un impeto di rabbia incontrollata durante l’ennesimo litigio. La salma della donna, Patrizia Lamanuzzi, e quella dell’uomo, Luigi Gentile, sono state poste sotto sequestro in attesa dell’autopsia, un passaggio tecnico che potrebbe rivelare tracce di alcool o sostanze nel sangue o, viceversa, confermare la lucidità al momento del fatto. Per la comunità di Bisceglie, già provata da altre recenti vicende, si tratta di una ferita che si aggiunge a un mese di aprile già segnato dalla cronaca nera; gli investigatori continuano a sentire parenti e conoscenti per ricostruire gli ultimi giorni di vita della coppia, nella speranza di trovare un movente che chiarisca l’inspiegabile.




