Dazi, l’acciaio europeo trema: a rischio un milione di tonnellate

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’industria siderurgica europea, già in affanno per la congiuntura internazionale, si trova a dover fronteggiare una nuova e pesante minaccia proveniente da Oltreoceano. Secondo le stime di Eurofer, l’associazione che riunisce i produttori continentali, i dazi del 15% imposti dagli Stati Uniti potrebbero mettere a repentaglio una “parte significativa” di un milione di tonnellate di acciaio destinato all’export. Una previsione allarmante, peraltro, che non tiene ancora conto delle ulteriori tariffe – ben più punitive, fissate al 50% – che gravano su specifiche categorie merceologiche del settore.

La situazione, nonostante l’accordo raggiunto a fine luglio tra Washington e Bruxelles e formalizzato il 21 agosto, rimane dunque di elevata incertezza. L’intesa, articolata in una dichiarazione congiunta di 1715 parole, prevede infatti l’impegno dell’Unione a eliminare i dazi su tutti i beni industriali made in Usa, un provvedimento che taglierà circa 5 miliardi di euro di tariffe per gli importatori. Oltre all’acciaio, anche il comparto automobilistico europeo dovrà fare i conti con un’aliquota del 15%, mentre per il vino, nonostante le pressioni italiane, non sono state previste esenzioni.

D’altro canto, l’Europa si è impegnata ad aprire le proprie frontiere a una serie di prodotti statunitensi. Merluzzo dell’Alaska, gamberetti e carne suina sono solo alcuni dei beni alimentari pronti a conquistare nuovi spazi sul mercato continentale, mentre sul versante energetico resta fermo l’obbligo per l’Ue di acquistare gas e petrolio americani per centinaia di milioni di dollari. Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha del resto osservato come gli effetti di queste politiche protezionistiche siano già visibili nell’aumento generalizzato dei prezzi al consumo.

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